Cosa si nasconde dietro la festa della donna. Storia o leggenda?

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Se pensate di conoscere la vera storia dell’otto marzo siete fuori strada. L’otto marzo è una data convenzionale, scelta per ricordare vari eventi collegati alle lotte per l’emancipazione delle donne e dei loro diritti. Solitamente viene raccontato che nel 1908 in una fabbrica a New York un certo Mr. Johnson, abbia rinchiuso un centinaio di donne che morirono bruciate. In realtà questo incendio non è mai accaduto.

Vera e documentata, invece, è la tragedia risalente al 25 marzo 1911. Essa è avvenuta in un’industria tessile a New York, durante la quale morirono 129 donne e una ventina di uomini. L’età delle operaie oscillava fra i 14 e i 42 anni. Le impiegate venivano sfruttate per molte ore al giorno per produrre migliaia di camice quotidianamente. Quel sabato, mentre la giornata lavorativa stava per finire, una donna sentì puzza di bruciato. 18 minuti dopo la tragedia si era già consumata. Molte tentarono la fuga, ma poche furono quelle che riuscirono a salvarsi. Non si ebbe mai la certezza delle cause dell’incendio, ma si presume possa essere stata una sigaretta ancora accesa o una scintilla provocata da una delle macchine. Il processo che si svolse pochi anni dopo si concluse a favore dei proprietari della fabbrica, che vennero assolti. Nonostante questo, però, queste morti non furono vane, in quanto successivamente vennero introdotte leggi per la sicurezza sul lavoro e per i diritti dei lavoratori. Nacquero inoltre delle associazioni femministe che lottavano per l’emancipazione di tutte le donne. Questa strage viene ricordata tutt’oggi con una targa commemorativa.

 

Alessandra Conte, Claudio Guccione, Giorgia Intrivici, Roberta Lo Presti, Giorgia Modica, Céline Occhipinti, Gaetano Raccuglia, Desirè Scaturro – articolo scritto nell’ambito dell’attività di Alternanza scuola/lavoro “Conoscere il quotidiano” – il giornalismo dalla teoria alla pratica. LICEO DANILO DOLCI, PALERMO.

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