Per Norman. Lettera aperta del padre Claudio Zarcone

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Claudio Zarcone, padre di Norman.

Sono passati ormai sette anni da quando Norman Zarcone, mio figlio, sangue e carne del mio corpo, della mia anima, ha deciso di ‘scegliere diversamente’ in segno di protesta contro il sistema delle baronie universitarie, tristemente note per il loro gioco dell’appartenenza  similmafiosa (*)

Infatti, forza di intimidazione del vincolo associativo, condizione di assoggettamento e omertà,  sono i presupposti nefandi che reggono il baronaggio, sistema associativo e omertoso.

Era il 13 settembre 2010 quando Norman, due lauree con 110 e lode in Filosofia della Conoscenza e della Comunicazione e in Filosofia e Storia delle idee, dottorando il Filosofia del Linguaggio (senza borsa), musicista, compositore, giornalista e bagnino d’estate, decide di autoinfliggersi la morte per fare ascoltare la propria voce, per dire ‘no’ alle logiche  baronali, alle clientele, alle dinastie accademiche. 

 Mio figlio è morto nel 2010, ma muore anche oggi, muore ogni giorno perché lo Stato, questo Stato nel quale credo e nel quale ha creduto Norman, troppo spesso diventa complice guardando da un’altra parte. Troppi silenzi, troppa ipocrisia di Stato per un omicidio di Stato.

Quante belle parole ( parole sprecate) a telecamere accese?

A chi fa ancora paura Norman Zarcone?

Si sono dileguati tutti. L’Università è sparita dai radar, capi di governo e istituzioni europee non ti rispondono nemmeno, salvo  qualche rara lettera di ipocrita solidarietà. La Regione in tutti i suoi ruoli istituzionali – a partire dal suo vertice – mi nega appuntamenti, è sorda, vuol rimanere sorda. Sfortunatamente ho notato che in Italia si tende a identificarsi più col carnefice, che con la vittima. Eh già!  Perché il carnefice è qualcuno che conosciamo come uomo della porta accanto; persona perbene, gran lavoratore. Il carnefice, a volte, è un uomo delle istituzioni ligio al dovere.  Ecco perché con l’Associazione culturale che prende il nome di mio figlio lotteremo sempre contro la mafia dei colletti bianchi e gli omicidi di Stato: lo faremo scrivendo, lo faremo sul web, lo faremo oralmente per strade, bar, circoli; lo faremo suonando: con la musica di Norman. Sono arcistufo di sbattere contro la putrida coscienza di imbroglioni istituzionali amanti delle copertine e di uno storytelling (termine orribile) costruito a tavolino, ma ignavi di fronte ai drammi generazionali. Troppi falsi libertari nelle istituzioni, troppi collusi, servi e complici mendicano la scena, troppi impostori riconosco fra le vestali del mondo genuflesso – il loro mondo  – da vivere a novanta gradi. Ricorreremo pertanto alla “violenza” della musica di Norman e della memoria (vedi programma in calce). Oggi posso – possiamo  – solo ringraziare il Comune di Palermo e il suo sindaco, persona presente, appassionata, da sempre vicina alla causa di Norman e alla musica rock della Norman Zarcone Rock Orchestra.

 

                                   Art. 416 bis  del Codice Penale

(*) «L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono

della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di

assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per

acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di

attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici,

ovvero per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri»

PROGRAMMA

(mercoledì 13 settembre)

Ore 10,45 –  Adunanza cittadina presso la Rotonda “Norman Zarcone” (Brancaccio)

alla presenza del signor Sindaco, Professor Leoluca Orlando, osservando un minuto di silenzio e deponendo una corona di fiori.

Ore 20,00 – Concerto di musica rock “Per Norman, contro la mafia dei colletti bianchi e gli omicidi di Stato”. Si esibiranno:

 

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