“Scirocco e Gelsomino”…cunti di variopinti canti al Cantunera di Palermo

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Bellissima e coinvolgente la serata che il 22 settembre u.s. ha visto in scena al teatro Cantunera di Sara Cappello lo spettacolo “Scirocco e Gelsomino”.

Protagonisti, artisti d’eccezione: i Cantastorie DuoSiciliani riuniti nel progetto “Unione Cantastorie”, presentato nel maggio scorso proprio al Cantunera, durante lo spettacolo “Cunti di variopinti canti”.

Ecco allora, ancora sul palco, dopo i numerosi successi dei festival calabresi: Sara Cappello, Mel Vizzi, Alessandro Nicolosi e Fulvio Cama direttore artistico del progetto.  Il titolo dello spettacolo “Scirocco e Gelsomino” è stato pensato per regalare al numeroso ed entusiasta pubblico presente in sala respiri di fine estate, legati ad una sicilianità che deve essere custodita e nutrita da nuova linfa come è quella dei Cantastorie. Lo spettacolo è stato patrocinato dall’Assessorato del Turismo, al quale Sara Cappello ha espresso tutta la sua gratitudine, rivolgendo un sentito grazie “per chi sostiene da uomo di buona volontà l’arte popolare e la tradizione, anima dell’identità siciliana”.

Il canto/cunto di Sara Cappello ha animato la serata sin dall’inizio, la brava cantastorie con la sua presenza scenica, la sua vitalità e la sua chitarra ha coinvolto il pubblico con deliziose filastrocche della tradizione popolare siciliana, ha poi introdotto i vari artisti, Mel Vizzi di Licata, Alessandro Nicolosi di Paternò, Fulvio Cama di Reggio.

Mel Vizzi, poeta dialettale, ha fondato a Licata la Putia du Cantastorie e opera una poetica di ricerca privilegiando il dialetto licatese. Durante la serata ha ricordato Rosa Balistreri, anche lei di Licata, la cui scomparsa è avvenuta nel 1990 e proprio nel mese di settembre, Mel Vizzi  le ha voluto dedicare un pezzo intitolato “Rosa si fici spuntari li spini” da U cuntu di Rosa.  Ha poi con grande bravura raccontato il Cuntu di “Colapesce”. Sara Cappello ha invece eseguito, attorniata dai bambini presenti, una versione canto e chitarra della “Leggenda di Colapesce”, dando prova di grande padronanza della tradizione dei cantastorie. Deliziosa la marionetta di Colapesce  costruita dall’artista con la sua inarrestabile creatività.

Sorprendente la performance di Alessandro Nicolosi, direttore della Casa Museo del Cantastorie, di Paternò. Con grande forza e spirito innovativo ha presentato, tradotto rigorosamente in paternese,  il celebre “Primo miracolo di Gesù Bambino”, tratto dal Mistero Buffo di Dario Fo.

A seguire ha deliziato il pubblico il cantastorie reggino Fulvio Cama, che ha creato con i miti del mare, quasi a far sentire il suono delle onde che circondano la Sicilia, un’atmosfera magica e affascinante, grazie anche all’uso di strumenti antichi, come la Kora a 21 corde. La continua ricerca di Fulvio Cama si risolve nella fusione di tantissime sonorità che partendo dalla tradizione antica dei cantastorie del meridione d’Italia giunge in tutto il mondo, creando quella necessaria e straordinaria contaminazione per una “Word-music” in grado di attrarre un pubblico internazionale. Con grande vigore ha poi reso un omaggio a Palermo musicando e cantando in ritmo blues la bellissima poesia di Ignazio Buttitta “Parru cu tia”, lasciando incantata la platea del Cantunera.

La serata si è conclusa con la splendida voce di Giusy Schilirò che ha cantato “L’amuri ca v’haiu” dal repertorio di Rosa Balistreri.  Intensa e commossa la sua partecipazione allo spettacolo “Scirocco e Gelsomino”durante il quale la cantante ha potuto esprimere tutta la tensione emotiva che la canzone siciliana porta con sé.

Giusy Schilirò, catanese, nota come cantante jazz e di swing italiano ha successivamente scoperto la forza e la bellezza della musica popolare della nostra terra e ad essa si dedica con il prezioso valore aggiunto della sua grande sensibilità.

Giovanna Sciacchitano

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