Siciliani Liberi: “la semplificazione legislativa è l’unica vera riforma della Pubblica Amministrazione”

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Intervista a Roberto La Rosa, candidato alla Presidenza della Regione Siciliana per il Movimento dei Siciliani Liberi

Giornalista: La pubblica amministrazione regionale appare all’esterno estremamente lenta e burocratizzata, cosa intende proporre il Movimento dei Siciliani Liberi non appena sarà alla guida della Regione?

Roberto La Rosa: Per gli altri la ricetta è solo lo smantellamento del pubblico. Questo lo saprebbe fare anche un bambino. Sanno solo tagliare creando disservizi e peggiorando la qualità della vita. Perché? Perché sono tutti “Figli della Trojka”. Al di là del linguaggio e del “cortile” politico. Per noi invece la Pubblica Amministrazione è un fattore della produzione, una ricchezza da valorizzare.

Giornalista: Facile a dirsi, ma come? Tenendo il carrozzone?

Roberto La Rosa: No. Abbiamo le idee molto chiare con una Riforma in due mosse: adozione di testi unici e contabilità sociale.

Giornalista: Testi unici? Volete fare altre leggi?

Roberto La Rosa: Al contrario, vogliamo toglierle perché ce ne sono troppe. Oggi il funzionario è paralizzato da una selva di norme europee, statali, regionali, circolari, decreti, delibere di giunta. Il “combinato disposto” è una giungla di norme, spesso prive di senso in cui qualunque atto o quasi diventa illegittimo o comunque non funzionale. Oggi il funzionario regionale non pensa al cittadino ma a pararsi il sedere dalla Corte dei Conti. Il risultato è la paralisi più totale. Noi abrogheremo il 60% almeno delle norme regionali e le ricondurremo a pochi testi unici, lineari, semplici, che faranno al dipendente pubblico un quadro chiaro, con poche norme coercitive da rispettare ed ampio spazio alla discrezionalità amministrativa.

Giornalista: E questa sarebbe la prima mossa. La seconda pare più oscura; che intendete per “contabilità sociale”?

Roberto La Rosa: Intendiamo un sistema continuativo di rilevazione, non in termini strettamente monetari, per misurare l’efficacia dell’azione pubblica con criteri oggettivi e soggetti a revisione indipendente. Ad esempio, la sanità sarà giudicata e premiata in funzione del grado di tutela della salute, i beni culturali dal grado di conservazione e valorizzazione etc. Quindi il dirigente e il funzionario avranno sì discrezionalità ampia e poche norme da rispettare ma sarà incentivato a farne un uso a servizio della collettività, perché sarà giudicato sulle risultanze oggettive e certificate di questa contabilità.

Giornalista: E in tutto questo i politici dove li mettiamo?

Roberto La Rosa: I politici? Vanno semplicemente buttati fuori dalla gestione dei servizi pubblici.

Giornalista: Siete dunque proprio convinti che non ci siano programmi migliori del vostro?

Roberto La Rosa: Mah, del resto cosa propongono sul tema i partiti coloniali italiani? Nulla. Da domani tutt’al più copieranno a soli fini elettorali l’unico programma esistente, come hanno fatto in altri settori: quello di Siciliani Liberi. Solo che lo diranno solo per propaganda elettorale.

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