Il presidio degli autotrasportatori siciliani al porto di Palermo continua ad oltranza, alimentato da un’esasperazione ormai giunta al limite a causa del vertiginoso aumento del costo del carburante e delle insostenibili spese vive necessarie per garantire ogni singolo viaggio.
I lavoratori chiedono a gran voce la partecipazione e la presenza di tutta la cittadinanza, ricordando che la crisi della logistica è una questione collettiva destinata a ripercuotersi su tutti nel giro di pochissimi giorni, quando sugli scaffali dei supermercati cominceranno inevitabilmente a scarseggiare i prodotti di prima necessità. A quel punto sarà evidente a tutti l'essenzialità del trasporto su gomma e la necessità improcrastinabile che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, risponda concretamente alle istanze della categoria.
In questo scenario di fortissima tensione e mobilitazione, la lezione più alta di solidarietà, lotta politica e responsabilità civile è giunta dai giovani studenti che hanno deciso di schierarsi al fianco dei camionisti, portando al porto i loro striscioni e i loro cori per sostenere chi, pur lavorando, è costretto a vivere tra stenti e privazioni.
I ragazzi, dimostrando una notevole preparazione sulle problematiche sociali ed economiche che attanagliano il territorio, hanno poi dato vita a un corteo pacifico, festoso e colorato tra le vie del centro storico palermitano, estendendo la propria voce anche agli agricoltori siciliani e a tutte le categorie più deboli della società.
Nel frattempo la vertenza dovrebbe entrare nel vivo sul piano istituzionale: una delegazione del Comitato Trasportatori Siciliani è pronta a partecipare al tavolo di confronto convocato dal ministro Salvini a Roma per presentare cinque precise e vincolanti richieste economiche e strutturali, che spaziano dallo sblocco immediato di circa centoquattro milioni di euro di pagamenti arretrati legati alle passate annualità del Sea Modal Shift fino allo stanziamento di ulteriori settanta milioni per la programmazione futura, passando per lo sblocco di quattrocentotrenta milioni di domande già presentate per il credito d’imposta sul gasolio, altri quattrocento milioni di risorse per coprire i mesi rimasti sprovvisti di tutele e la richiesta di un inserimento stabile del Comitato in tutti i tavoli e le Consulte dedicate alla mobilità.
Rimane indissolubile la promessa, da parte dei lavoratori, che il fermo dei mezzi e la protesta al porto non si fermeranno fino alla firma formale degli impegni governativi. Così come non si fermeranno gli studenti, gli agricoltori e quanti, dopo gli ultimi sfratti e sgomberi all'Uditore e in altre zone della città, sono costretti a vivere in alloggi di fortuna o in strada.
Vincenzo Tumminello