Al Teatro Massimo l’apertura dei lavori dedicati al ruolo dell’avvocato amministrativista tra Costituzione, diritto europeo e tutela delle libertà. Quattro sessioni tematiche e una tavola rotonda a Palazzo dei Normanni
Al via questa mattina a Palermo, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto nella sala del Teatro Massimo da un caloroso applauso, il Congresso nazionale 2026 dell’Unione nazionale degli avvocati amministrativisti (UNAA), dedicato al tema: “L’avvocato amministrativista tra valori costituzionali, regole processuali e norme sovranazionali: strumenti e forme di mediazione tra autorità e libertà”.
La giornata inaugurale si è aperta sulle note dell’Inno nazionale affidato al Coro di Voci Bianche del Teatro Massimo, diretto dal maestro Salvatore Punturo, e dai saluti istituzionali del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, e del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. A dare il benvenuto ai congressisti Giovanni Immordino, presidente dell’Associazione degli Avvocati Amministrativisti della Sicilia, e Luigi Maruotti, presidente del Consiglio di Stato, a coordinare gli interventi della giornata di apertura la giornalista Elvira Terranova.
Nel corso della seconda mattinata si è entrati nel vico dei lavori con la prima sessione – articolata in due parti - dal titolo: “L’avvocato amministrativista tra integrazione europea e Costituzione nazionale”. A introdurre e coordinare i lavori Orazio Abbamonte, presidente dell’UNAA, che ha esposto la sua relazione, facendo riferimento al fatto che la giustizia deve garantire una tutela concreta, effettiva e tempestiva dei diritti e degli interessi dei cittadini, offrendo agli stessi una difesa piena e concreta contro ogni esercizio illegittimo del potere pubblico. Tra gli interventi tecnici quelli di Giovanni Pitruzzella, giudice della Corte costituzionale, e di Guido Corso, professore emerito di Diritto amministrativo dell’Università Roma Tre. Protagonisti della seconda parte della sessione Luisa Torchia, ordinaria di Diritto amministrativo presso lo stesso ateneo, e Massimo Luciani, giudice della Corte costituzionale. Le conclusioni di sintesi sono state affidate a Ermanno De Francisco, presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana.
Il Congresso UNAAA si propone di affrontare alcuni dei principali temi della giustizia amministrativa contemporanea: l’effettività della tutela giurisdizionale, il rapporto tra autorità e libertà, il dialogo tra gli ordinamenti, l’intelligenza artificiale, la transizione ecologica e l’efficienza dell’amministrazione. Al centro, una riflessione sul ruolo della giustizia amministrativa nella tutela dei diritti e nel funzionamento delle istituzioni, in un contesto segnato da profonde trasformazioni normative, tecnologiche e ambientali.
Nel pomeriggio i lavori proseguiranno a Sala d’Ercole, a Palazzo dei Normanni, con le sessioni dedicate all’effettività della tutela nel giudizio amministrativo e alle prospettive di riforma della disciplina processuale; al futuro della professione forense nell’era dell’intelligenza artificiale, tra autonomia ed etica; al ruolo della giustizia amministrativa nella transizione ecologica. Il Congresso si concluderà domani con una tavola rotonda dal titolo “Un’amministrazione efficiente e una giustizia amministrativa effettiva per una democrazia matura”.
Le dichiarazioni:
Roberto Lagalla, sindaco di Palermo
“È un grande onore per Palermo ospitare il Congresso nazionale dell’Unione nazionale degli avvocati amministrativisti, un appuntamento di alto valore istituzionale, grazie anche alla partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il tema del Congresso, dedicato al rapporto tra autorità e libertà, affronta una questione centrale per la nostra democrazia: garantire un’amministrazione pubblica efficiente e capace di rispondere ai bisogni della collettività, nel pieno rispetto dei diritti, delle libertà e delle garanzie costituzionali. In questo equilibrio, la giustizia amministrativa e l’Avvocatura svolgono un ruolo fondamentale per la qualità dello Stato di diritto. Palermo, con la sua storia, la sua vocazione al dialogo tra culture e ordinamenti e il suo percorso di riscatto fondato sulla legalità, è il luogo ideale per ospitare una riflessione così importante. Ringrazio l’Unione nazionale degli avvocati amministrativisti e l’Associazione degli Avvocati Amministrativisti della Sicilia per aver scelto la nostra città, con l’augurio che questo Congresso possa contribuire al confronto sul futuro delle istituzioni e sulla tutela dei diritti dei cittadini”.
Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana
“L’impegno degli avvocati amministrativisti rappresenta un’opera quotidiana di altissimo valore democratico perché traduce la dialettica tra l’interesse generale e il diritto del singolo in una sintesi di civiltà giuridica. Viviamo in un’epoca di straordinaria complessità in cui le spinte globali, la normazione europea e le esigenze di sviluppo economico devono calarsi nel tessuto dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Carta costituzionale. In questo scenario, l’avvocato amministrativista non è semplicemente un difensore tecnico all’interno di un processo; è, nel senso più nobile del termine, un mediatore culturale e giuridico. Abbiamo bisogno della vostra competenza, perché non può esserci sviluppo senza una giustizia amministrativa rapida, trasparente e prevedibile”.
Giovanni Immordino, presidente dell’Associazione degli Avvocati Amministrativisti della Sicilia
“Siamo lieti e onorati di ospitare a Palermo il Congresso nazionale dell’UNAA che mette al centro alcuni dei principi fondamentali della nostra democrazia, e la giornata è ancora più significativa per la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, garante della Costituzione. Gli avvocati amministrativisti operano quotidianamente nel delicato spazio in cui il potere pubblico incontra la vita delle persone e delle imprese. Il nostro compito è fare in modo che questo incontro sia sempre improntato alla legalità e alla tutela dei diritti, affinché ogni cittadino possa sentirsi tale, mai suddito. Palermo, con la sua storia, le sue ferite e le voci che ci hanno messo in guardia dal pericolo della rassegnazione, ci ricorda che nulla è immodificabile. Occorre coltivare incessantemente idee, fiducia e speranza, e tradurle in azioni concrete. È questo lo spirito con cui affrontiamo i lavori congressuali: contribuire, attraverso il confronto e proposte concrete, a rendere viva la Costituzione, presidio irrinunciabile di libertà, fiducia e democrazia. Oggi celebriamo non soltanto l’apertura del Congresso ma apriamo uno spazio di riflessione nel quale le istituzioni, la cultura giuridica e l’esperienza quotidiana dell’Avvocatura possono incontrarsi”.
Luigi Maruotti, presidente del Consiglio di Stato
“La Giustizia amministrativa ha bisogno di riforme capaci di rispondere alle nuove esigenze della società e del sistema economico, superando incongruenze normative e valorizzando il dialogo tra le diverse componenti della giurisdizione. Occorre inoltre affrontare le nuove sfide poste dalle scelte dei soggetti privati e dall’intelligenza artificiale, garantendo la tutela della persona, il rispetto dei valori costituzionali e il giusto equilibrio con la libertà d’iniziativa economica. In questo percorso è fondamentale la collaborazione tra Avvocati, Magistrati e Accademia, nel solco di un confronto che ha già contribuito alle più importanti riforme, a partire dal Codice del processo amministrativo del 2010. Questo Convegno conferma la volontà di proseguire insieme, senza logiche corporative, per promuovere riforme coerenti con i principi costituzionali e una giustizia sostanziale, fondata sull’effettività della tutela, sulla parità delle parti e sul rispetto della divisione dei poteri”.