Caos ai cancelli per l'allenamento a porte aperte del Palermo al “Renzo Barbera”
12/05/2026
L'allenamento a porte aperte del Palermo, di ieri 11 maggio, ha mostrato una macchina organizzativa lenta e impreparata a gestire l'entusiasmo dei tifosi. Così, quello che doveva essere un pomeriggio di festa per i colori rosanero si è trasformato, per molti, in disagio e frustrazione.
Nonostante l'evento fosse gratuito, le procedure di accesso e la gestione dei flussi hanno creato code e rallentamenti, lasciando centinaia di sostenitori, tra cui molte famiglie con bambini, sotto il sole per ore prima di riuscire a varcare la soglia del “Barbera”
A tal proposito, gli ultras della Curva Nord Superiore (La 12), hanno rilasciato un comunicato chiaro e diretto:
“Non è questo il modo per creare entusiasmo! Creare una registrazione che ha fatto rinunciare molte persone, creare due prefiltraggi, lasciare famiglie fuori sotto il sole e vedere proprio la gente andarsene con i bambini a noi ci fa male.
Per qualcuno tutto questo è sempre molto complicato...con responsabilità che vengono rimbalzate tra questura e società!
Orario di apertura posticipato, solo 3 tornelli aperti e code interminabili hanno prodotto che alle 18 all'ingresso della squadra c'era ancora tantissima gente fuori. Noi siamo passione, calore e soprattutto ci piacciono le cose semplici... di lunedì pomeriggio, uno scappa da lavoro, si prende un permesso, deve arrivare ed entrare senza stare 40 minuti a fare file inutili, non c'è mai stato nessun pericolo in passato, doveva essere solo un semplice abbraccio della città alla squadra e riempito un settore se ne apriva un altro.
A noi il calcio piace popolare, passionale e quando pure per un allenamento dobbiamo litigare e fare bile significa che l'atmosfera non è quella giusta.
Se alle 18:20 c'è ancora fila fuori e nessuno ha le palle per decidere e pensare alla gente allora serve fare capire che non è questo il modo di rispettare una piazza che ha mostrato attaccamento oltre ogni limite possibile!”
Per questi motivi gli ultras ieri presenti allo stadio hanno deciso di abbandonare gli spalti.
L'episodio di ieri rimarca una necessità improrogabile: il ritorno a un calcio popolare e accessibile a tutti.
Quando anche un semplice allenamento a porte aperte diventa una corsa burocratica ad ostacoli, significa che il sistema si è allontanato troppo dalle sue radici, dalla sua gente.
Il calcio non può vivere di soli abbonamenti televisivi e stadi-boutique per pochi eletti. Deve tornare a essere lo sport del popolo, dove i tifosi possono sostenere la propria maglia senza dover superare barriere organizzative insopportabili e, certe volte, insormontabili.
Servono, dunque, meno burocrazia, prezzi popolari e, soprattutto, il rispetto per chi, con il proprio sacrificio, mantiene viva l’anima di questo sport che ha in sé una molteplicità di significati e sentimenti.
Vincenzo Tumminello
Articolo pubblicato su https://quattrocanti.it/caos-ai-cancelli-per-l-allenamento-a-porte-aperte-del-palermo-al-renzo-barbera
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