L'impennata del costo dei carburanti rischia di travolgere l'economia siciliana visto che nell’isola il trasporto su gomma è il principale strumento per muovere le merci e approvvigionare la popolazione.
Questo ulteriore rincaro incide pesantemente sia sul bilancio delle imprese che rischiano di soffocare sia sul budget delle famiglie, già schiacciate da un'inflazione generale che riduce il potere d'acquisto quotidiano.
Di fronte a uno scenario così critico, i sindacati italiani sembrano continuare a muoversi con estrema lentezza, mostrando la solita difficoltà nell'organizzare una protesta collettiva e incisiva.
Mentre in Sicilia (così come nel resto del Paese) gli autotrasportatori rinviano il fermo dei servizi di almeno due settimane in attesa di ulteriori interlocuzioni con le istituzioni regionali e gli armatori siciliani e calabresi fissano il blocco dello Stretto di Messina solo per il 22 ottobre con circa 100 pescherecci, oltreconfine la risposta sociale è immediata e drastica. La Francia in particolare dimostra, ancora una volta, una capacità di mobilitazione che in Italia sembra smarrita: come documentato dalle agenzie internazionali (AFP) e dalle diverse testate giornalistiche, a fronte di un diesel salito oltre i 2,40 euro al litro, oltre un centinaio di pescatori e lavoratori transalpini ha tempestivamente bloccato snodi nevralgici come i depositi petroliferi di Frontignan e Fos-sur-Mer, oltre a paralizzare i porti di Sète e Cannes. Questa reazione immediata ha costretto subito il governo transalpino e la ministra per la Pesca Catherine Chabaud a sedersi al tavolo delle trattative, portando gli aiuti diretti per il carburante della pesca da 25 a 35 centesimi al litro.
In Sicilia, al contrario, i 15 milioni di euro stanziati dalla Regione restano frenati dai vincoli europei sugli aiuti di Stato che limitano i contributi effettivi a sole 50 mila euro per azienda, lasciando i lavoratori marittimi e gli autotrasportatori privi di garanzie immediate mentre il costo della vita e dei beni di prima necessità per le famiglie continua a salire a dismisura.
Vincenzo Tumminello