Al Parco Uditore, da oggi 26 ottobre, troverete un cartello all'ingresso che recita “Dalla Regione Siciliana zero euro per Parco Uditore”.
I cancelli rimangono, dunque, chiusi! Una decisione drastica presa dai lavoratori e dalle lavoratrici della Cooperativa Sociale che da ben quattordici anni curano e gestiscono questo magnifico spazio pubblico.
Come si legge nel comunicato ufficiale diffuso sui social, non si tratta di una resa, ma un atto di protesta rivolto alla Regione Siciliana accusata di lasciare senza sostegno un bene comune di primaria importanza.
"Forse, soltanto quando Palermo si ritroverà privata di questo spazio, la Regione Siciliana comprenderà davvero il valore di ciò che sta lasciando senza sostegno [...] Per capire quanto vale un parco aperto, bisogna vedere cosa significa trovarlo chiuso."
Questa chiusura si trasforma, così, in una ferita aperta. Palermo, un tempo circondata dalla sua fertile Conca d’Oro, regina dello stile Liberty con i suoi villini e i suoi giardini, ha subito negli anni '60 e '70 lo scempio del "Sacco di Palermo". Una colata di cemento senza scrupoli né pietà ha cancellato agrumeti, dimore storiche e spazi naturali. Così la nostra città, ancora oggi, soffre di una drammatica carenza di verde pubblico e, di certo, non può permettersi di chiudere i pochi parchi esistenti (né tanto meno di continuare a tagliare alberi).
Il caso di Parco Uditore ci pone di fronte a domande fondamentali: cosa vogliamo fare del futuro di Palermo? Vogliamo rassegnarci o vogliamo difendere con forza ciò che ci appartiene?
Servono, allora, interventi immediati, fondi strutturali e una visione politica chiara che metta al centro l'ambiente, la tutela degli alberi e il benessere dei cittadini.
Vincenzo Tumminello