Condizionatori nelle scuole, poco più di 3mila euro per ogni istituto finanziato

Poco più di tremila euro per ciascuna scuola ammessa al finanziamento destinato a migliorare le condizioni climatiche all’interno delle aule. È quanto emerge dalla ripartizione delle risorse predisposta dal ministero dell’Istruzione e del Merito per l’acquisto, l’installazione e l’entrata in funzione di apparecchi destinati al raffrescamento degli ambienti scolastici.

Secondo quanto riportato nel decreto direttoriale del 18 settembre 2026, le istituzioni scolastiche statali interessate sono 6.342 e a ciascuna viene assegnato un contributo pari a 3.153,57 euro. Le risorse potranno essere impiegate per dispositivi e interventi finalizzati al raffrescamento e al miglioramento del comfort microclimatico nelle aule e negli altri spazi destinati alla didattica.

L'intervento arriva dopo le criticità emerse negli ultimi anni durante i periodi caratterizzati da temperature elevate, in particolare nelle settimane iniziali e finali dell'anno scolastico. Il tema aveva portato il ministro Giuseppe Valditara ad annunciare interventi più ampi sul patrimonio edilizio scolastico e, successivamente, allo stanziamento di 20 milioni di euro specificamente destinati al raffrescamento.

La cifra assegnata a ogni istituzione scolastica apre però il problema della capacità effettiva di intervenire su tutti gli ambienti che ne avrebbero necessità. Un istituto può infatti essere articolato in più plessi e comprendere decine di aule. In queste situazioni, poco più di 3.150 euro devono essere distribuiti su strutture anche molto estese, limitando inevitabilmente il numero degli ambienti nei quali sarà possibile installare nuovi dispositivi.

Un altro elemento riguarda il criterio di distribuzione delle risorse. L'importo risulta uniforme per gli istituti finanziati e non varia in funzione del numero di aule o dei plessi che compongono la singola istituzione scolastica. Di conseguenza, scuole con dimensioni e necessità differenti possono ricevere la stessa somma.

Alla disponibilità economica si aggiunge inoltre la questione delle infrastrutture. L'installazione di sistemi di climatizzazione richiede impianti elettrici in grado di sostenerne il funzionamento contemporaneo. Proprio su questo aspetto l'Associazione nazionale presidi aveva richiamato l'attenzione sulle condizioni di una parte degli edifici scolastici italiani, nei quali reti elettriche datate potrebbero rendere necessari ulteriori interventi prima di procedere con l'installazione su larga scala dei condizionatori.

È prevista anche una specifica procedura per l'erogazione delle somme. Il 70 per cento del finanziamento viene corrisposto inizialmente, mentre la quota restante è legata alla rendicontazione delle spese sostenute, con il saldo previsto entro il 31 marzo 2027. Le scuole devono quindi documentare l'utilizzo delle risorse secondo le modalità indicate dall'amministrazione.

La misura affronta dunque una delle criticità legate alle temperature elevate nelle aule, ma l'entità del contributo per singolo istituto pone al centro la questione della sua effettiva capacità di incidere su edifici composti, in molti casi, da numerosi plessi e decine di ambienti didattici.