Gli hacker hanno preso di mira quattro supermercati siciliani, due in provincia di Catania, uno nel Palermitano e uno nel Siracusano, riuscendo a violare i dispositivi informatici che regolano il monitoraggio della catena del freddo.
Gli impianti di refrigerazione sono collegati a una rete di sorveglianza che segnala automaticamente eventuali aumenti di temperatura oltre i limiti previsti per la corretta conservazione degli alimenti. I responsabili dell'attacco avrebbero sfruttato alcune vulnerabilità presenti nei quattro punti vendita, modificando da remoto i parametri di sicurezza.
In particolare, la soglia per l'attivazione degli allarmi sarebbe stata innalzata fino a 150 gradi, rendendo di fatto inefficace il meccanismo di segnalazione. In questo modo, nonostante le anomalie nella refrigerazione, i dispositivi continuavano a indicare condizioni apparentemente regolari.
La manomissione è stata scoperta soltanto all'apertura dei supermercati, quando il personale ha constatato direttamente le temperature anomale. La merce potenzialmente compromessa è stata immediatamente ritirata dalla vendita, sottoposta a inventario e successivamente destinata allo smaltimento.