Secondo le anticipazioni diffuse sulla Legge di Bilancio 2027 e analizzate da Orizzonte Scuola, la Carta del docente si avvia verso una svolta strutturale con l'obiettivo di trasformarla in una Carta dei servizi. Non si tratta della nascita di un nuovo sistema di “benefici”, bensì dell'incorporazione dello strumento nel Piano Welfare avviato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito nel 2023, una piattaforma rivolta non solo ai docenti ma anche a dirigenti, educatori e personale ATA che offre diverse agevolazioni e convenzioni (dai trasporti alla copertura assicurativa).
L'accorpamento della misura all'interno del welfare scolastico apre, però, diversi interrogativi operativi e finanziari, a partire da quello relativo al budget e alle risorse finanziarie, poiché negli ultimi due anni il contributo individuale riservato ai docenti è progressivamente e radicalmente diminuito, passando da 500 euro a 383 euro, con stime di un ulteriore calo. Rimane, dunque, da verificare se la nuova manovra disporrà un rifinanziamento complessivo del fondo.
Un altro nodo riguarda il perimetro di spesa, in quanto la Carta del docente nasce con il vincolo esclusivo della formazione e dell'aggiornamento professionale, mentre il Piano Welfare aziendale riguarda anche spese quotidiane, trasporti e tutela sanitaria, motivo per cui l'eventuale fusione potrebbe ridefinire le categorie di beni e servizi acquistabili.
Infine resta da chiarire la questione relativa alla platea dei beneficiari, dato che attualmente la Carta del docente segue criteri d'accesso propri e ristretti, mentre il Piano Welfare ministeriale coinvolge una platea ben piĂą ampia di lavoratori della scuola, inclusi ATA e dirigenti.
In sintesi, la misura punta a riorganizzare la gestione dei benefit aziendali per il comparto scuola all'interno di un'unica architettura ma restano da definire i dettagli operativi su coperture economiche, vincoli di destinazione e criteri di accesso.
Vincenzo Tumminello