L'Europa investe sui suoi migliori talenti scientifici, ma la mappa dei finanziamenti disegna un’Italia a due velocità, in cui la Sicilia e gran parte del Mezzogiorno rimangono del tutto escluse dalla ripartizione delle risorse.
I dati diffusi dall'ANSA descrivono un quadro ambivalente per il nostro Paese nell'ultima assegnazione degli Starting Grant del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC), destinati ai giovani scienziati all'inizio della carriera con contributi fino a 1,5 milioni di euro ciascuno nell'arco di 5 anni. Da un lato emerge la forza dei talenti italiani: con 50 ricercatori premiati, compresi coloro che lavorano all'estero, l'Italia si colloca al secondo posto in Europa solo dietro alla Germania, che ne conta 84, e davanti alla Francia, ferma a 30. Dall'altro si evidenzia il limite delle strutture nazionali, dato che dei 421 progetti totali finanziati dall'Unione Europea per un valore complessivo di 705 milioni di euro, solo 22 saranno svolti in istituti italiani. Il Paese scivola così al sesto posto per capacità di attrarre e ospitare la ricerca di frontiera, ben lontano dai centri leader come la Germania con 89 progetti e il Regno Unito con 47.
A questo scenario si aggiunge lo zero assoluto per la Sicilia. Se il Centro-Nord fa la parte del leone, posizionando centri come l'Università Bocconi, la Scuola Normale e l'Università di Pisa, il CNR e gli atenei di Milano, Torino e Bologna tra le sedi dei progetti vincitori, nessun finanziamento è stato assegnato a ricercatori o istituti siciliani. Nessun progetto condotto nelle università di Palermo, Catania o Messina è infatti riuscito a superare la selezione del bando europeo.
Il bando di quest'anno ha registrato numeri da record, con oltre 4.800 proposte inviate, segnando un incremento del 22% rispetto al precedente bando, mentre i progetti approvati sono stati 421, pari a un tasso di successo di appena l'8,8%. Tra i vincitori, la quota delle donne premiate ha raggiunto il 41% del totale con 172 ricercatrici.
Vincenzo Tumminello