L’Etna torna a preoccupare con una nuova fase parossistica che interessa il cratere Voragine. Una fontana di lava è attualmente visibile nell’area sommitale del vulcano, accompagnata da una nube eruttiva sospinta dai venti verso Sud-Est.
La ripresa dell’attività è stata preceduta da una brusca variazione dei parametri registrati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Secondo quanto comunicato dall’Osservatorio etneo di Catania, a partire dalle 21 di ieri sera 6 agosto l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato un rapido aumento, raggiungendo la fascia dei valori elevati e facendo registrare inizialmente un’ulteriore tendenza alla crescita.
Nelle ultime rilevazioni il tremore continua a mantenersi su livelli alti, anche se viene segnalata una progressiva diminuzione dell’intensità. Dalle 21.15 di ieri, inoltre, le sorgenti del fenomeno risultano concentrate in corrispondenza del cratere Voragine, a una quota compresa indicativamente tra 2.900 e 3.000 metri sopra il livello del mare.
L’evoluzione dell’eruzione ha portato anche all’innalzamento al livello rosso del Vona, il Volcano Observatory Notice for Aviation, cioè l’avviso destinato al settore aeronautico in presenza di attività vulcanica potenzialmente pericolosa per il traffico aereo.
La situazione sta avendo conseguenze sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania. Gli aeromobili già presenti nello scalo sono riusciti a decollare, mentre alcuni collegamenti in arrivo sono stati dirottati.
In particolare, secondo le informazioni riportate dal sito dell’aeroporto, il volo Ryanair proveniente da Roma Fiumicino e l’easyJet in arrivo da Napoli sono stati indirizzati sullo scalo di Palermo. Il collegamento Delta Air Lines proveniente da New York è stato invece dirottato su Roma Fiumicino.
L’attività dell’Etna e le possibili ripercussioni sui collegamenti aerei restano sotto costante osservazione.