Il City Group rilancia l’obiettivo della Serie A per il Palermo calcio

Il Palermo calcio ha appena archiviato una stagione che non si è conclusa con l’esito sperato. Guidate quest’anno da Filippo Inzaghi, le aquile rosanero hanno fatto registrare globalmente un netto miglioramento rispetto alle stagioni precedenti. Confrontando, ad esempio, il Palermo di Inzaghi con quello allenato la scorsa stagione da Alessio Dionisi i numeri parlano chiaro: 72 punti contro 52 (+20), 20 vittorie contro 14 (+6), solo 6 sconfitte contro le 14 della gestione Dionisi, 61 gol fatti contro 52 (e Pohjanpalo capocannoniere del campionato con 25 reti realizzate), 33 gol subiti contro 43, dato quest’ultimo che rimarca i progressi anche in difesa con Mattia Bani che si è imposto come leader della retroguardia (e del quale purtroppo si è sentita l’assenza quando non è sceso in campo). La squadra rosanero nel campionato appena concluso ha mostrato maggiore continuità di risultati rispetto al passato e, sia pure a tratti, ha anche espresso un gioco esteticamente più apprezzabile. Anche il confronto con il Palermo della stagione 2023-24, con Eugenio Corini in panchina sino alla trentunesima giornata e Michele Mignani dalla trentaduesima, è nettamente a favore di Inzaghi, con 72 punti contro 56, 20 vittorie contro 15, 6 sconfitte contro 12, +28 contro + 9 di differenza reti. Eppure gli evidenti progressi non sono bastati per centrare il tanto agognato obiettivo della promozione in Serie A. Essenzialmente perché altre squadre hanno mostrato una continuità e una solidità persino maggiori di quella mostrata dai rosanero, in particolare il Venezia, che ha vinto il torneo tornando nella massima serie dopo appena una sola stagione di purgatorio nella cadetteria, il Frosinone, che lo scorso anno aveva rischiato la retrocessione ma che in questa stagione si è rinnovato puntando su giovani di qualità, e infine il Monza che, ancora secondo a due giornate dalla fine, ha poi subìto il sorpasso dei ciociari riuscendo a salire sull’ultimo treno per la A dopo essere passato dalle forche caudine dei playoff. È giusto rimarcare il merito di queste tre compagini anche perché, sempre tenendo i numeri alla mano, lo scorso anno la Cremonese aveva centrato la promozione in A dopo avere totalizzato 61 punti in campionato (11 in meno del Palermo di Inzaghi) e dopo avere vinto la finale playoff contro lo Spezia che a sua volta si era piazzato terzo nella regular season raggiungendo quota 66 punti (6 in meno di quanti ne hanno fatti quest’anno i rosanero). E due anni fa, stagione 2023-2024, il Venezia aveva centrato la promozione in serie A giungendo terzo con 70 punti (2 in meno del Palermo di Inzaghi posizionatosi al quarto posto nella stagione appena conclusa). Insomma, certamente le aquile rosanero hanno avuto quest’anno la sfortuna che altri hanno “corso” un po’ più di loro, tanto che la classifica dell’ultima serie cadetta risulta alquanto atipica rispetto a quelle delle annate precedenti. La mancata promozione, diventata dura realtà in seguito al doppio confronto ai playoff col Catanzaro, e in particolare la prestazione molto deludente del Palermo al Ceravolo, travolto per 3-0 senza riuscire a trovare il bandolo della matassa, hanno gettato nello sconforto la tifoseria palermitana, sempre passionale ed esigente. Tuttavia, forse potranno essere di sollievo le ultime dichiarazioni di Khaldun Al-Mubarak, presidente del City Football Group, la holding britannica controllata dalla società emiratina Newton Investment and Development proprietaria (al 95%) del Palermo calcio. Difatti, in questi giorni l’imprenditore e politico emiratino, intervistato dai canali ufficiali della società inglese Manchester City (una delle nove squadre, in diversi Paesi del mondo, controllate dal City Group), ha fatto riferimento anche al Palermo calcio ribadendo la volontà della holding di continuare gli investimenti nella squadra del capoluogo siciliano e di puntare al ritorno in serie A. “Faremo tutto il possibile per sostenere il club e aiutarlo a raggiungere il traguardo che merita. Palermo deve stare tra le squadre della serie A. Questa è la sua dimensione naturale”. Delle dichiarazioni, quelle di Al-Mubarak, che sicuramente hanno galvanizzato l’ambiente rosanero. Mister Pippo Inzaghi, dopo l’amarezza della sconfitta ai play off contro il Catanzaro, è già concentrato sul prossimo campionato e nell’ultima conferenza stagionale ha detto che il Palermo 2026-2027 giocherà con un nuovo modulo (4-2-3-1 o 4-3-3) al fine di sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi attaccanti, in particolare di Johnsen, arrivato nel mercato invernale, che nei cinque mesi giocati in maglia rosanero non ha espresso pienamente le proprie potenzialità ma che con un diverso assetto tattico potrebbe sfruttare la sua capacità di saltare l’uomo per creare superiorità numerica. A parte la rinnovata fiducia all’attaccante norvegese, il Palermo è già in clima calciomercato. A conferma dell’impegno della dirigenza rosanero, la Gazzetta dello sport ha riferito di un tentativo, da parte del Ds Carlo Osti, di riportare Dybala all’ombra di Monte Pellegrino, tentativo fallito. Ma al di là del fantacalcio, in viale del Fante si sono messi in moto. Certamente ci sarà da piazzare qualche giocatore ormai ritenuto in esubero e occorrerà risolvere la questione dei fine prestito. Si ripartirà dai calciatori che più hanno reso nella stagione trascorsa: Joronen, una vera e propria saracinesca, Bani, il baluardo difensivo, Augello, Pierozzi, Palumbo, Segre, Ranocchia, e naturalmente il goleador finlandese Pohjanpalo. Occorreranno certamente dei rinforzi in tutti i reparti, per costruire una rosa larga e affidabile anche nelle alternative ai titolari, e si cercherà di ingaggiare dei giovani talentuosi. Per i palermitani sarà un’estate molto calda, fra la spiaggia di Mondello e l’attenzione costante al calciomercato. E, di sicuro, quando la stagione calcistica ricomincerà, il pubblico rosanero continuerà a sostenere la propria squadra del cuore con l’amore incondizionato e lo strenuo supporto che lo connotano storicamente come una delle tifoserie più calde d’Italia. Mauro Buccheri