Nel quarto anniversario dalla sua scomparsa, il ricordo di Salvatore Nocilla — da tutti conosciuto come Totò Rambo — continua a vibrare nel cuore degli ultras rosanero.
Lo storico capo ultras si è spento il 28 agosto 2022 all'età di 57 anni presso l'Ospedale Civico di Palermo, lasciando un vuoto incolmabile non solo tra le fila della Curva Nord, ma nell'intera cultura ultras italiana, dove la sua figura era ed è rispettata per il carisma e la sincerità dei suoi valori.
Nel 1981, Totò Rambo fu tra i fondatori e pilastri dello storico gruppo ultras Warriors Palermo, un nome scelto per riflettere la mentalità combattiva e irriducibile che doveva avere (ed ancora ha) la Curva Nord.
Famoso per la sua ironia spiazzante e per le sue trasferte, Rambo rappresenta i valori dell'ultras autentico: coerenza, rispetto dei principi, forte senso di appartenenza, fratellanza.
La stima e l’affetto nei suoi confronti da parte del tifo organizzato palermitano non sono mai venuti meno, tanto che il 28 agosto 2023 i tifosi della La 12 hanno impresso il suo nome sulla facciata esterna dello stadio Renzo Barbera, intitolandogli la Curva Nord.
Anche oggi, ovviamente, La 12, con un post, saluta il loro leader: "4 anni senza di te! Manca la tua presenza, le tue parole taglienti al momento giusto, il tuo spirito ribelle, i tuoi aneddoti e le battute. La tua mentalità ultras continua a camminare sulle nostre gambe. Per sempre onore Totò Rambo!”.
I tifosi hanno, inoltre, ricordato alcune sue parole: “Sono orgoglioso di voi, di ciò che state facendo per dare lustro alla Nord, onorate la parola Ultras e i diffidati, cantate fino a farvi finire la voce ad ogni partita, fatelo pure per me...".
La storia di Totò Rambo riporta al centro del dibattito il ruolo fondamentale del tifo organizzato all'interno del sistema calcio. La Curva Nord incarna ideali profondi di appartenenza, aggregazione sociale, lealtà e difesa della sua maglia; valori che vanno ben oltre i novanta minuti di gioco e che costituiscono la vera anima di una squadra. In un’epoca in cui il calcio moderno rischia di perdere la sua anima, diventa fondamentale per le società calcistiche comprendere e supportare chi dedica la propria vita a questi colori. Piuttosto che distribuire biglietti omaggio nelle tribune a personaggi influenti, vip o persone che non ne hanno alcun bisogno, i club dovrebbero riconoscere il valore inestimabile del tifo organizzato, ascoltandone le istanze, valorizzando la passione di chi, come Totò Rambo, ha dedicato l'intera esistenza a far cantare e appassionare un'intera città.
Il calcio non è il mero match tra due squadre, non sono i 24 giocatori che seguono una palla, non sono le società multimiliardarie, le pay tv e gli sponsor.
Il calcio è passione, identità, solidarietà, accoglienza, gioia, lacrime, dolore, sacrifici, rinunce. È l’abbraccio dato durante un coro o subito dopo un gol alla persona che hai accanto in Curva (anche se non la conosci), è il bambino senza maglietta che sventola la bandiera, è il padre che stringe la mano del proprio figlio mentre lasciano il Renzo Barbera.
Ecco…gli insegnamenti di Totò Rambo.
Vincenzo Tumminello