Dimenticate il cornetto caldo al bar, la morbida fragranza dell’iris fritta ricolma di ricotta, l'unto ammaliante di un calzone o qualsiasi pezzo di rosticceria. Quella è la colazione formale, turistica.
Per il palermitano doc, la domenica mattina ha un solo tempio e un solo rituale: il mercato di Ballarò, il più antico della città. È qui che, già alle prime ore del mattino, va in scena la vera colazione domenicale. Un culto popolare che non conosce pietà e timidezze dello stomaco.
A Ballarò, infatti, non si va per spennellare burro e marmellata. La colazione inizia davanti al “panaro” della frittola, servita “a cartata" (su un foglio di carta) o dentro un panino. Ma è solo l’antipasto.
Si prosegue con le polpette di carne fritte (da mangiare caldissime), con il “pane cunzato” alla palermitana e il panino con la milza. E per chiudere in freschezza e con contrasto non può mancare un piatto di cozze crude e qualche ostrica aperte al momento e annaffiate con una spruzzata abbondante di limone.
Da bere? La tradizione impone gazzosa oppure birra Forst grande ghiacciata e a collo lungo. Così…tanto per sgrassare l'intestino..
Credete sia impossibile mangiare tutto questo nell'arco di un’unica mattina? Vi sbagliate ma se proprio non riuscite…potete dividere il tutto con un amico/a.
La vera magia, tuttavia, si compie subito dopo. Ed è qui che il gioco si fa veramente duro: tornare a casa verso mezzogiorno, varcare la porta della propria abitazione o dei suoceri, salutare tutti con aria innocente e sedersi a tavola come se nulla fosse successo. Perché ad attendervi c’è il sacro pranzo domenicale: la teglia fumante di anelletti al forno e i classici involtini di carne alla palermitana. Rifiutare o mostrare inappetenza è l'errore più grave che si possa fare se sì vuole evitare di litigare con la propria moglie...
Mentre altri angoli storici della città cedono il passo a B&b e menù in inglese, Ballarò cerca, in qualche modo, di resistere alla turistificazione imperante, rimanendo, almeno in parte, un luogo autenticamente vissuto dai palermitani.
Qui il mercato non è solo una messinscena per turisti, ma ci si trova di tutto: dal vestiario a basso costo a ogni genere alimentare fresco, dai banchi di pesce alle piramidi di ortaggi di stagione. E la domenica mattina il quartiere si trasforma ulteriormente accogliendo il grande mercato dell’usato: un labirinto di bancarelle e teli stesi sull'asfalto pieni di cianfrusaglie, dove il collezionista e il curioso si mescolano alla gente del quartiere alla ricerca dell'affare o di qualche oggetto smarrito…
Vincenzo Tumminello