Il mare di Mondello continua a restituire reperti archeologici. L’ultimo ritrovamento è avvenuto nei giorni scorsi grazie a un sub amatoriale che durante un’immersione a circa 300 metri dalla costa ha notato la presenza di un’anfora che giaceva sul fondale a circa dieci metri di profondità. Dopo l’avvistamento, il sub ha immediatamente informato le autorità competenti cosicché, nell’ambito di un’operazione coordinata fra Polizia, Guardia costiera e Soprintendenza del mare, i sommozzatori sono intervenuti per recuperare il reperto che si è presentato in ottimo stato di conservazione nonostante sia riconducibile cronologicamente a circa duemila anni fa.
Con ogni probabilità si tratta infatti di un’anfora di epoca romana, verosimilmente della tipologia Dressel 1A, cioè un contenitore in terracotta che veniva utilizzato nell’età tardo-repubblicana (II-I secolo a.C.) per trasportare il vino. Prodotta nell’Italia centrale, questo tipo di anfora aveva pareti spesse, anse robuste e l’estremità inferiore appuntita che serviva a posizionare il recipiente nelle rastrelliere delle navi. Si tratta della stessa tipologia di anfora di cui un paio di settimane fa sono stati ritrovati centinaia di esemplari a tre miglia dalla costa di Mazara del Vallo, a 46 metri di profondità, assieme ai resti di un relitto di epoca romana. Il reperto recuperato giorni fa nel golfo di Mondello, che presenta ovviamente i segni del tempo e le tipiche incrostazioni dovute alla lunghissima permanenza in mare, sarà adesso esaminato dagli organi competenti, sottoposto a restauro e conservato.
Non è certo la prima volta che il mare di Mondello restituisce tesori di epoche remote. Infatti, più volte in passato in quelle acque sono stati identificati relitti di epoca romana e medioevali e sono stati recuperati reperti preziosi. Già fra gli anni ’50 e ’80 del Novecento le prime immersioni sottomarine rivelarono l’esistenza di un ricco patrimonio archeologico stratificato. Nel 1999, con l’istituzione del Gruppo d’indagine archeologica subacquea Sicilia (GIASS) e poi della Soprintendenza del Mare è stato fatto un salto di qualità in funzione della ricostruzione dei contesti storici e archeologici dei reperti via via ritrovati. Il mare di Mondello nel corso del tempo ha contribuito notevolmente ad ampliare il nostro bagaglio di conoscenze storiche del Mediterraneo, e continua ad essere una sorgente inesauribile di tesori e informazioni per l’archeologia subacquea e la cultura in generale. Cinque anni fa all’incirca, sempre nelle stesse acque a un centinaio di metri in corrispondenza con l’antico stabilimento balneare, vennero ritrovate a dodici metri di profondità tre anfore romane databili fra il II sec a.C. e il II sec d.C., e un oggetto simile fu recuperato dai sommozzatori nel gennaio 2024.
Insomma, un patrimonio archeologico ricchissimo quello custodito dal Mare di Mondello, che non a caso è stato messo in mostra anche negli Stati Uniti d’America nella mostra “Sunken Treasures, Ancient Seas” dal 4 ottobre all'11 gennaio scorsi al Museo di storia naturale “Fernbank” di Atlanta e, successivamente, dal 23 gennaio al 10 maggio al Museo di storia di Mobile, città dell'Alabama. Si è trattato di un’iniziativa della Soprintendenza del mare della Regione Siciliana finalizzata a far conoscere al pubblico americano le straordinarie ricchezze archeologiche custodite nei fondali dell'Isola.
Mauro Buccheri