Tra le viuzze del Capo, oggi 26 settembre, si è rinnovata una delle ricorrenze religiose e popolari più autentiche di Palermo: “l’uscita del simulacro della Madonna della Mercede, la scinnuta e la lunga processione.
La festa della Madonna del Capo ha richiamato una folla imponente, non soltanto i residenti del rione, legati da un forte senso di appartenenza a questo culto, ma anche tantissimi cittadini arrivati da ogni parte della città. 
L’atmosfera è stata un’esplosione di colori, musica e sentimenti, che ha visto il suo momento più toccante all'uscita del simulacro dalla chiesa: il boato dei fuochi d'artificio, i colori delle strisce di carta sparate dai cannoni, le marce delle bande musicali hanno regalando stupore e meraviglia ai presenti.
Particolarmente commovente è stato il passaggio della processione tra le stradine del rione, segnato dal gesto dei genitori che sollevavano i propri bambini (molti ancora neonati) per permettere loro di sfiorare o salutare la statua della Madonna condotta a spalla dai fedeli della confraternita Maria SS della Mercede al Capo.
I festeggiamenti si concluderanno domani, lunedì 28 settembre. Il programma previsto per la serata si aprirà alle ore 21.00 con la partenza del festoso corteo della Confraternita e della comunità tutta verso il Foro Umberto I (Foro Italico), accompagnato dalle note della "Street Band" dell'Associazione bandistica Cav. Michele Cascino di Palermo. A seguire, alle ore 22.00, la manifestazione culminerà con uno spettacolo pirotecnico al Foro Umberto I (Foro Italico).
Eventi come questo rappresentano la linfa vitale per i quartieri storici, poiché riescono a rinsaldare i legami sociali di una comunità e a custodire l'anima profonda della città. In un'epoca in cui le trasformazioni urbane e la turistificazione selvaggia rischiano di trasformare la riqualificazione in uno sradicamento culturale (sostituendo il tessuto sociale originario con strutture ricettive ed espellendo gli abitanti storici), preservare la memoria dei mercati e le manifestazioni di devozione popolare diventa l'unico modo per impedire che Palermo perda la sua essenza più vera.
Captivorum Redemptrix Ora pro nobis
Vincenzo Tumminello