La tragedia sulla A20, una rete viaria siciliana al collasso

Il violento scontro frontale avvenuto oggi 27 giugno sull’autostrada A20, tra Buonfornello e Cefalù, è costato la vita a Gaetano Mollica e Francesco Montalto mentre ha ridotto in fin di vita un terzo uomo trasportato d'urgenza in elisoccorso.  L'impatto fatale è avvenuto in un tratto a doppio senso di marcia reso necessario da cantieri spesso interminabili. Questo dramma accende, dunque, i riflettori sullo stato disastroso delle principali vie di comunicazione dell'isola, da anni abbandonate a un declino che appare irreversibile. La Palermo-Catania, in particolare, spina dorsale dei collegamenti siciliani, è un cantiere a cielo aperto con deviazioni continue, interruzioni, viadotti sotto costante osservazione, carreggiate ristrette. Muoversi tra le principali città della Sicilia significa affrontare strettoie e sensi unici alternati che aumentano a dismisura le probabilità di incidenti mortali. Ad aggravare ulteriormente la situazione si aggiunge l'inesistenza di un sistema ferroviario moderno ed efficiente, che rende la popolazione totalmente dipendente dal trasporto su gomma. Senza un'alternativa efficiente su rotaia, data la presenza di linee spesso obsolete, binari unici e tempi di percorrenza “biblici”, i siciliani sono obbligati a riversarsi su autostrade disastrate. In questo contesto di palese emergenza, le continue e altisonanti retoriche politiche incentrate sulla costruzione del Ponte sullo Stretto assumono i contorni di una provocazione intollerabile per la cittadinanza. Risulta paradossale focalizzare investimenti miliardari ed energie istituzionali su un'unica opera faraonica mentre il resto del territorio insulare si sgretola giorno dopo giorno sotto il peso dell'incuria. La priorità assoluta per i siciliani non è un collegamento futuristico verso il continente, ma la possibilità di spostarsi in sicurezza all'interno dei propri confini regionali, lungo autostrade degne di questo nome. Il diritto alla mobilità in Sicilia è calpestato quotidianamente da un isolamento interno che penalizza lo sviluppo economico e sociale della regione. La tragedia consumatasi tra i rottami dell'A20 sembra urlare che il tempo delle promesse e dei grandi annunci è scaduto da un pezzo. Vincenzo Tumminello