Palermo dà l’addio a Elsa Guggino, la pioniera che svelò la magia e i canti della Sicilia

Oggi, 16 settembre, si è spenta a Palermo l’antropologa Elsa Guggino (1935-2026). Docente ordinaria di discipline demoetnoantropologiche presso l'Ateneo palermitano, ha guidato per decenni la cattedra di Storia delle tradizioni popolari, lasciando un’impronta indelebile nello studio del magismo e dell’etnomusicologia isolana.

Figura centrale nella vita culturale dell’isola , nel 1970 diede vita al Folkstudio di Palermo, un centro d'avanguardia dedicato alla ricerca, catalogazione e valorizzazione della musica di tradizione orale siciliana. Il suo rigore scientifico la portò a collaborare a diverse raccolte tematiche per l'Unesco, consacrando un'intera esistenza all'esplorazione del folklore e dei riti tradizionali. Attraverso una produzione accademica imponente firmò per la casa editrice Sellerio fondamentali saggi di ricerca come La magia in Sicilia (1978), Un pezzo di terra di cielo (1986), Il corpo è fatto di sillabe (1993), I canti e la magia (2004) e Fate, sibille e altre strane donne (2006).

Il lungo itinerario di ricerca di Elsa Guggino ha attraversato volti, voci e suoni dell'isola: un percorso etno-antropologico unico che, restituendo dignità alla cultura e alle classi popolari siciliane, ne ha riaffermato con forza e memoria il profondo "esserci nel mondo".

Proprio per questo, l'eredità intellettuale di Elsa Guggino richiede oggi più che mai di essere raccolta e continuata. In un'epoca di rapida omologazione culturale, molti elementi preziosi della tradizione orale e del patrimonio immateriale siciliano rischiano di scomparire per sempre. Basti pensare all'ormai rara arte dei cunti, ai canti popolari tramandati a voce o a complessi riti terapeutici e scongiuri come u scartu (la cura dello spavento), le formule per curare "il sole in testa" o i rituali di protezione dal malocchio. Custodire e proseguire il filone di studi tracciato dalla professoressa Guggino non è un dovere civile per salvare dall'oblio l'anima più autentica della Sicilia.

Vincenzo Tumminello