Nel calcio moderno, dominato da orari spezzettati, logiche televisive e di profitto, la presenza dei tifosi sugli spalti rappresenta l'indicatore più chiaro e concreto dell'attaccamento alla squadra della propria città.
Quanto accaduto ieri sera allo stadio di Pisa ne offre una prova concreta: oltre 1.100 sostenitori del Palermo hanno riempito il settore ospiti in un turno infrasettimanale.
Per capire davvero il valore di questa presenza basta riflettere sulla distanza tra Palermo e Pisa: 1.265 chilometri all'andata e altri 1.265 al ritorno, per un totale di oltre 2.530 chilometri percorsi da quanti hanno raggiunto la città toscana in auto.
Compiere un tragitto così lungo in un giorno lavorativo comporta un impegno enorme, sia dal punto di vista dell'organizzazione che dei costi. Molti tifosi hanno dovuto incastrare i turni di lavoro, sostenere importanti sacrifici economici, trovare un posto dove dormire o, chi ha viaggiato in aereo, passare la notte direttamente in aeroporto in attesa dei primi voli della mattina dopo.
Questa grande risposta in trasferta per i tifosi del Palermo è la regola e per la prossima partita in casa contro il Vicenza sono stati già venduti, ad oggi 29 ottobre, più di 25.000 biglietti. Ormai è conclamato: il Palermo ha al suo seguito una delle tifoserie più compatte, prestigiose e numerose d'Italia.
Proprio alla luce di questi numeri e di questo attaccamento, appare evidente quanto siano penalizzanti le continue restrizioni e i divieti che sempre più spesso limitano ai tifosi la libertà di viaggiare. Impedire o ostacolare le trasferte attraverso obblighi di tessere o la chiusura dei settori ospiti penalizza duramente il tifo, togliendo la possibilità di seguire la squadra a migliaia di persone che fanno sacrifici unicamente per passione. Spesso, infatti, si tende a giudicare e colpevolizzare gli ultras in maniera troppo superficiale. I tifosi del Palermo meritano una valutazione diversa: la tifoseria rosanero è un patrimonio di passione e appartenenza, è una risorsa preziosa per tutta la città che andrebbe valorizzata e incentivata.
Vincenzo Tumminello