Regione Siciliana, salta la firma dei contratti per le progressioni verticali

Rinviate le convocazioni del 28 e 29 ottobre. Il Cobas-Codir denuncia disagi e spese sostenute dai lavoratori: «Anche i contratti già sottoscritti dovranno essere firmati nuovamente». Il sindacato annuncia iniziative per accertare le responsabilità.

Si ferma la procedura per la sottoscrizione dei contratti legati alle progressioni verticali dei dipendenti della Regione Siciliana. Le convocazioni previste per il 28 e 29 ottobre sono state rinviate a data da destinarsi, provocando la reazione del Cobas-Codir, che punta il dito contro la gestione amministrativa dell'operazione e denuncia i disagi subiti dal personale coinvolto.

A ufficializzare lo stop è stato il Dipartimento regionale della Funzione pubblica e del Personale, attraverso un avviso diffuso mercoledì 28 ottobre e firmato dal dirigente generale Salvatore Rizzo. Il documento, emanato a seguito di una comunicazione dell'assessore regionale all'Economia, informa gli interessati che la firma dei contratti individuali di lavoro relativi alle progressioni tra le aree, comunemente definite progressioni verticali, sarà riprogrammata secondo un calendario e modalità che verranno comunicati successivamente.

La sospensione riguarda dunque anche i dipendenti convocati per giovedì 29 ottobre, che non dovranno presentarsi agli appuntamenti precedentemente fissati.

La vicenda, tuttavia, potrebbe avere conseguenze più ampie rispetto al semplice rinvio delle ultime due giornate. Secondo quanto denunciato dal Cobas-Codir, le difficoltà emerse nella gestione della procedura renderebbero necessaria una nuova sottoscrizione persino per i contratti già firmati nei giorni precedenti.

Una situazione che coinvolgerebbe, pertanto, anche il personale convocato il 26 e 27 ottobre, costretto a ripetere un adempimento che riteneva già concluso.

Particolarmente critica la posizione del sindacato, che contesta i disservizi verificatisi e le ripercussioni economiche e organizzative sui lavoratori. Numerosi dipendenti, infatti, avrebbero raggiunto Palermo dalle diverse province siciliane per partecipare alle convocazioni, utilizzando giornate di ferie e sostenendo personalmente le spese di trasferimento.

Per evitare ulteriori spostamenti, secondo quanto comunicato dall'organizzazione sindacale, le nuove convocazioni dovrebbero svolgersi direttamente nelle rispettive sedi provinciali degli uffici di appartenenza. Una soluzione che consentirebbe ai dipendenti di completare le procedure senza affrontare un altro viaggio verso il capoluogo.

Il Cobas-Codir non nasconde il proprio malcontento e attribuisce all'amministrazione regionale la responsabilità di una vicenda che, a suo giudizio, avrebbe potuto essere gestita diversamente.

La protesta non si limiterà alle dichiarazioni pubbliche. La segreteria generale del sindacato ha infatti annunciato l'intenzione di interessare il Governo regionale e la Procura della Corte dei conti, sollecitando verifiche sulle eventuali responsabilità e sulle conseguenze derivanti dalle criticità amministrative.