SAS, Lavoratori Part time: "in Commissione Bilancio è andato in scena il tradimento dei parlamentari della maggioranza"

"leri, in commissione Bilancio all'Ars, si è consumata l'ennesima vergogna politica a carico dei lavoratori part-time, appartenente all'ex bacino Pip e all'ex bacino Keller, in servizio presso la Società Servizi Ausiliari Sicilia (SAS). Era in discussione un emendamento, fortemente voluto dal Cobas Codir e presentato dallOn. le Marianna Caronia, che prevedeva l'incremento orario lavorativo settimanale dei lavoratori di che trattasi dall'attuale part-time (25 ore settimanali) a full-time". A dichiararlo sono Michele D'Amico e Rosario Greco, sindacalisti di categoria del Cobas Codir.

"Ma non è bastato un quarto di secolo di sfruttamento: in Commissione Bilancio - commentano i due sindacalisti - sette (7) esponenti della maggioranza hanno accampato dapprima pseudo motivi ostativi di natura tecnico/giuridica in ordine alla fattibilità dell'emendamento; quando, poi, l'autrice dell'emendamento, dopo avere chiarito le idee a chi ha sollevato varie problematiche, è emersa nella sua interezza la reale volontà: sette (7) componenti della maggioranza di governo che fanno parte della Commissione Bilancio, senza una motivazione comprensibile, lo hanno bocciato".

"Se è vero che questo governo è stato l'unico che ha adottato misure volte a riconoscere una stabilità occupazionale a questa platea di lavoratori, sfruttati e in balia dei governi di turno per un quarto di secolo - proseguono i due sindacalisti del Cobas Codir - altrettanto vero è che questi lavoratori attualmente percepiscono uno stipendio mensile (900 euro) che certamente non permette loro di far fronte alle esigenze familiari".

"La problematica precariato - sottolineano i due sindacalisti - non si risolve con una stabilità occupazionale e con un contratto di lavoro a 25 ore settimanali, ma necessita che ciascun lavoratore percepisca uno stipendio mensile sufficiente ad assicurare, come insegna la Costituzione Italiana, a sé e alla propria famiglia un'esistenza libera e dignitosa"

"Crediamo - concludono D'Amico e Greco - che di fronte a una politica indifferente e scellerata che non garantisce risposte concrete a chi ha atteso troppo tempo, occorra manifestare tutto il nostro dissenso con tutte le forme di protesta sindacale possibili".