La Sicilia è la regione con le coperture vaccinali anti‑HPV più basse d’Italia: solo il 23,37% delle ragazze dodicenni ha completato il ciclo vaccinale, contro una media nazionale del 51,18%. Ancora più critico il dato maschile: tra i dodicenni la copertura si ferma al 19,23%, meno della metà del valore nazionale. Anche nella coorte di riferimento Oms (quindicenni) la Sicilia si ferma al 49,23%, lontanissima dal target del 95% previsto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale come obiettivo da raggiungere entro il 2030.
È in questo scenario che si inserisce il corso teorico‑pratico “Colposcopia nel terzo millennio”, in programma venerdì 9 ottobre a Palermo nell’Aula Luigi Zancla della Casa di Cura Triolo Zancla. L’evento, accreditato Ecm (7 crediti), è organizzato da Omnia Congress con il patrocinio della Società italiana di colposcopia e patologia cervico‑vaginale (Sicpcv) e vede come responsabile scientifico Antonio Perino, già professore ordinario dell’Università degli studi di Palermo e già presidente della Sicpv.
La giornata riunisce esperti provenienti da Genova, Milano, Roma e Palermo. Il programma affronta i temi chiave della colposcopia moderna: linee guida internazionali, quadri colposcopici normali e patologici, gestione clinica delle lesioni HPV‑correlate, ruolo dell’ecografia e comunicazione con la coppia HPV positiva, con una tavola rotonda sulla vaccinazione.
«L’HPV è estremamente diffuso – sottolinea Perino – e interessa circa il 70% della popolazione. Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria, ma la progressione tumorale riguarda circa l’1% dei casi, con 500 decessi ogni anno a fronte di 2.700 diagnosi. Tra le donne si osservano due picchi di prevalenza: entro i 25-30 anni, quando l’infezione sfiora il 30%, e nella perimenopausa, quando la riduzione delle difese immunitarie può favorire nuove infezioni o la riattivazione di quelle latenti».
«La vaccinazione di coppia è fondamentale per ridurre la circolazione del virus – precisa il dottor Leonardo Di Gregorio, urologo e dirigente medico del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo – Per questo è necessaria una comunicazione sanitaria coordinata tra pediatri, medici di medicina generale, ginecologi, andrologi, urologi, dermatologi, specialisti di sanità pubblica e servizi vaccinali. L’ambulatorio che abbiamo istituito costituisce un ponte fra le specializzazioni e tra i professionisti e i pazienti, per cercare di ridurre il divario tra necessità di vaccinare ed effettivi pazienti vaccinati».
La Regione Siciliana garantisce la vaccinazione gratuita fino ai 19 anni per gli uomini e fino ai 25 anni per le donne. Il D.A. n. 725/2024 prevede la gratuità, nei termini stabiliti dalla scheda tecnica del singolo vaccino, anche per i soggetti a rischio di lesioni che non rientrano “nelle classi di età del calendario di immunizzazione, dietro apposita richiesta sottoscritta dal pediatra, dal medico curante o da uno specialista delle Aziende sanitarie regionali”.
Da circa un anno i medici di medicina generale possono inoltre somministrare direttamente il vaccino nei propri ambulatori. I risultati di questa sperimentazione saranno presentati durante il corso.
«Appare paradossale che proprio la Sicilia, dove il vaccino anti‑HPV fu studiato e sperimentato prima della sua diffusione nazionale e internazionale, si trovi oggi in fondo alla classifica per copertura vaccinale – aggiunge Perino – Formare nuovi colposcopisti significa rafforzare la diagnosi precoce e ridurre il peso delle patologie HPV‑correlate. La sfida, dunque, non riguarda soltanto la disponibilità del vaccino, ma anche la capacità di informare correttamente adolescenti, giovani adulti e famiglie, superando la percezione che l’HPV sia esclusivamente un problema femminile».