A Palermo la protesta studentesca perde forza. Molti istituti chiudono le occupazioni

A Palermo la mobilitazione degli studenti sta perdendo intensità. Dopo settimane di assemblee e notti passate a scuola, gran parte dei collettivi ha deciso di riconsegnare gli edifici. 

In diversi istituti le lezioni sono ricominciate, in altri l’occupazione è diventata autogestione. La protesta però non si è ancora conclusa: alcune scuole restano occupate e in altre gli studenti stanno ancora valutando se proseguire o lasciare gli spazi.

Gli ultimi ad andarsene, prima del fine settimana, sono stati gli studenti dei licei Benedetto Croce e Umberto I. Quest’ultimo era occupato dal 21 ottobre. Come quasi ovunque, la decisione di chiudere è stata presa dagli studenti stessi. In qualche caso i dirigenti scolastici hanno chiamato la Digos, ma non ci sono stati sgomberi né interventi di forza. Gli agenti hanno seguito la situazione e identificato alcuni ragazzi, senza fare altro. Nei prossimi giorni, però, i presidi potrebbero denunciare i danni subiti dalle strutture. 

Al Marco Polo il dirigente aveva già annunciato nelle settimane scorse verifiche sullo stato di locali e arredi, senza escludere sanzioni disciplinari.

Hanno chiuso l’occupazione anche il Vittorio Emanuele, il Meli, il Pio La Torre e il Galilei. Al Rutelli e all’Einstein si è scelta invece l’autogestione. In questo modo gli studenti possono continuare a confrontarsi con le dirigenze senza tenere occupata la scuola.

Diversa la situazione al Duca degli Abruzzi-Einaudi-Pareto, dove adesso è occupato solo il plesso centrale. 

Al liceo Regina Margherita gli studenti hanno già ottenuto quello che chiedevano e soprattutto un confronto con il Comune e i suoi tecnici sulla pedonalizzazione di via del Protonotaro. L’incontro è stato fissato e venerdì i tecnici comunali sono andati a scuola.

Nonostante questo, il plesso centrale resta occupato. Gli studenti hanno passato a scuola anche ieri e oggi, rinunciando al fine settimana per non interrompere la protesta.