Le verifiche sulle autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo fanno emergere criticità che richiedono misure immediate. Per la messa in sicurezza urgente servono 32,5 milioni di euro, mentre il piano strutturale di lungo periodo vale circa 5,5 miliardi.
La Regione assicura di avere individuato le prime risorse.
Un mese per mettere in campo le misure necessarie a ridurre i rischi lungo la A18 Messina-Catania e la A20 Messina-Palermo.
In caso contrario, tra gli scenari indicati dal Ministero delle Infrastrutture figura anche quello più drastico: impedire completamente la circolazione sulle tratte interessate.
È quanto emerge dalla documentazione ministeriale successiva ai controlli condotti sulla rete gestita dal Consorzio per le Autostrade Siciliane. Nella nota del 3 settembre viene evidenziato che, senza l’attuazione degli interventi prescritti, non potrebbero essere considerate garantite condizioni di sicurezza adeguate per mantenere normalmente in esercizio le infrastrutture.
Il quadro riguarda due collegamenti fondamentali per la mobilità dell’Isola.
Le verifiche tecniche sono state effettuate nel corso di quattro sopralluoghi, svolti il 3 e il 31 agosto e poi l’1 e il 2 settembre. Dagli accertamenti è emerso che gran parte delle misure individuate per contenere nell’immediato le criticità non era ancora stata realizzata.
Le prescrizioni non riguardano soltanto opere strutturali. Il Ministero ha esaminato il piano predisposto dal Cas per barriere, ponti e viadotti, gallerie e segnaletica, indicando anche misure da applicare alla circolazione. Tra queste figurano un maggiore distanziamento tra i veicoli, limitazioni ai sorpassi dei mezzi pesanti e una revisione dei limiti di velocità sulla base delle caratteristiche e della massa dei mezzi.
Il termine fissato per dare avvio alle misure di mitigazione è di un mese a partire dal 3 settembre. Una scadenza ormai ravvicinata, mentre entrambe le autostrade restano regolarmente utilizzate.
Il primo nodo da sciogliere è economico. Per gli interventi urgenti il fabbisogno stimato ammonta a 32,5 milioni di euro.
In una comunicazione del 14 settembre, il direttore generale del Cas Calogero Franco Fazio ha inoltre indicato la necessità di disporre immediatamente di almeno 12 milioni, necessari per mettere in moto la prima parte dei lavori.
Sul fronte regionale, l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò ha dichiarato che la copertura sarebbe stata individuata utilizzando risorse residue del Programma operativo complementare, alle quali si aggiungerebbero altri due milioni destinati agli interventi di somma urgenza. La questione finanziaria, tuttavia, assume dimensioni molto maggiori guardando agli adeguamenti definitivi: la documentazione citata stima in circa 5,5 miliardi di euro nell’arco di dieci anni il fabbisogno necessario per un intervento complessivo sulla rete.
Resta dunque aperta una partita che va ben oltre i cantieri e i restringimenti che da anni accompagnano i viaggi lungo la A18 e la A20. Sul tavolo ci sono la sicurezza delle infrastrutture, le risorse necessarie per mantenerle in esercizio e la capacità di programmare un risanamento destinato a durare diversi anni.
Adesso, però, la priorità riguarda il breve periodo. Il Ministero ha indicato una finestra temporale precisa per avviare le misure di sicurezza e, qualora gli interventi non venissero attuati, ha previsto che possa essere presa in considerazione anche l’interdizione totale al traffico. La scadenza dei primi di ottobre rende quindi decisivi i prossimi giorni.