Bologna canta Guccini, diecimila voci in piazza Maggiore per ricordare il Maestrone

Anche il nostro quotidiano vuole ricordare Francesco Guccini. A bologna, oggi primo novembre una piazza si è trasformata in un immenso coro, con migliaia di persone unite dalla musica e dalle emozioni. 

Bologna ha scelto di ricordare Francesco Guccini nel modo più bello: cantando insieme le sue canzoni, senza palchi, biglietti o distanze tra artisti e pubblico.

Sono state circa diecimila le persone che si sono ritrovate in piazza Maggiore per rendere omaggio al cantautore scomparso lo scorso 6 agosto.

Un appuntamento carico di affetto e nostalgia, nel quale le note dei suoi brani più amati hanno riempito il cuore della città, trasformando il ricordo in una grande festa collettiva.

L'iniziativa, intitolata “Cantata per un amico – Bologna canta Guccini”, è stata promossa dal Comune insieme al collettivo Cantate Bologna. 

Una celebrazione lontana dalle formule tradizionali dei concerti: nessuna separazione tra chi suonava e chi ascoltava, soltanto chitarre, strumenti musicali e migliaia di voci pronte a intrecciarsi.

Neppure la pioggia ha fermato i partecipanti, che hanno continuato a cantare tra ombrelli aperti e portici affollati. Da La locomotiva ad Auschwitz, passando per Canzone per un'amica e Autogrill, ogni brano è diventato un'occasione per condividere ricordi, emozioni e quel patrimonio di parole che ha accompagnato intere generazioni.

Un omaggio particolarmente significativo per Bologna, città profondamente legata alla vita e alla carriera del Maestrone, ma che unisce idealmente tutte le città e tutti coloro che hanno amato quelle parole, quello stile, quel modo di essere perchè Guccini ha lasciato un'impronta indelebile, raccontando attraverso la musica luoghi, persone, amicizie e cambiamenti della società.

E così, a quasi tre mesi dalla sua scomparsa, piazza Maggiore è diventata il luogo di un arrivederci collettivo. C'erano giovani, famiglie e persone cresciute ascoltando i suoi dischi, tutti accomunati dal desiderio di custodirne la memoria.

Perché certe canzoni non smettono di vivere quando si spegne la voce di chi le ha scritte. Continuano a risuonare nelle piazze, attraversano le generazioni e diventano parte della storia di chi le canta.

E per un pomeriggio, a Bologna, Francesco Guccini è tornato a cantare. Con diecimila voci.

Giuseppe Gargano