Chiuso il Santamarina Bistrot: Palermo rischia di perdere un importante presidio culturale e di rinascita urbana

La chiusura temporanea del Santamarina Bistrot, in piazzetta Speciale, segna un momento infelice per la vita culturale e sociale del quartiere Albergheria che lo ospita e per l'intero centro storico di Palermo.

Il sequestro amministrativo di una parte dell'attivitĂ , scaturito da un controllo delle forze dell'ordine durante il fine settimana per presunte irregolaritĂ  sull'occupazione del suolo pubblico e per imbrattamento, rischia di spegnere uno dei presidi urbani piĂą significativi della cittĂ .

Il capo d'imputazione relativo all’imbrattamento, se confermato, apre una contraddizione felliniana: le opere presenti nella piazza sono infatti interventi artistici firmati da alcuni dei più significativi street artist del panorama contemporaneo. Quella che per la burocrazia potrebbe diventare una violazione amministrativa, in realtà, è stata negli anni una riqualificazione estetica e culturale ben precisa, capace di trasformare un angolo degradato in una galleria a cielo aperto apprezzata da visitatori proveniente da ogni angolo del mondo.

Il provvedimento colpisce, dunque, una realtà che ha svolto un ruolo determinante nel processo di risanamento del quartiere. Piazzetta Speciale, a lungo abbandonata al degrado e ridotta a un parcheggio abusivo nel cuore della città, era stata progressivamente sottratta all'incuria e all’illegalità proprio grazie all'investimento economico, umano e culturale di Reda, titolare del bistrot.

L'insediamento del locale e la costante presenza di un'offerta culturale e aggregativa avevano trasformato un'area problematica in un spazio accessibile, frequentato da cittadini e turisti.

Di fronte al provvedimento e alla conseguente decisione del gestore di sospendere l'attività, la reazione della comunità cittadina è stata immediata. Sui canali social si stanno moltiplicando i messaggi di vicinanza e di sostegno all'operato del titolare, firmati dai clienti e da figure della vita culturale palermitana. In molti sottolineano come il locale rappresentasse un argine concreto al degrado e un modello virtuoso di rigenerazione dal basso, manifestando forte preoccupazione per il futuro della piazza.

Sulla vicenda e sulle modalità dell'intervento, lo stesso Reda ha espresso profondo rammarico e amarezza, contestando la narrazione degli eventi e rivendicando la propria posizione: “Sono molto rammaricato di avere letto articoli di stampa dove vengo definito “cinquantenne marocchino” con riferimento al sequestro amministrativo della mia attività. Non posso non rilevare questo modo inaccettabile di presentare le notizie, sottolineando l’origine straniera per suggerire che gli stranieri siano la fonte dei crimini. Le contestazioni che mi vengono mosse saranno sicuramente ridimensionate nelle sedi più opportune, a tutela della mia onorabilità e di un’attività che generava posti di lavoro e migliorava il territorio”.

Vincenzo Tumminello