I cittadini lo vedono ogni giorno sotto casa: alberi abbattuti, quartieri senza ombra, piazze ricoperte di cemento, terreni sempre meno permeabili e città che nei mesi estivi diventano enormi isole di calore.
Negli ultimi anni il dibattito ambientale si è affievolito e molto meno spazio è stato dedicato a una questione elementare: la progressiva scomparsa del verde dalle aree urbane.
In molte città gli alberi vengono rimossi senza essere adeguatamente sostituiti, le superfici naturali cedono il posto al cemento e interi quartieri restano privi di una vera strategia di riforestazione urbana.
Una scelta che presenta il conto soprattutto d’estate, quando strade, marciapiedi e piazze assorbono calore per ore, facendo salire ulteriormente le temperature.
Gli alberi, invece, sono una vera infrastruttura urbana. Producono ombra, contribuiscono a ridurre il surriscaldamento, trattengono parte dell’acqua piovana, migliorano il microclima e rendono più vivibili gli spazi pubblici.
Però si continua a impermeabilizzare il suolo e a ridurre le superfici verdi.
Parcheggi, piazze e grandi aree pavimentate possono trasformarsi in forni durante i mesi più caldi e, in caso di precipitazioni intense, favorire ristagni e allagamenti proprio perché l’acqua non riesce più a essere assorbita dal terreno. Tutto ciò ormai lo sappiamo e lo viviamo sulla nostra pelle.
Una politica ambientale davvero concreta dovrebbe partire da interventi semplici e visibili: aumentare le alberature, proteggere quelle già esistenti, sostituire gli alberi abbattuti e riportare il verde nei quartieri che ne sono maggiormente privi.
Servirebbe un piano straordinario nazionale e locale dedicato al verde urbano, periurbano e rurale, con risorse stabili e obiettivi misurabili.
Ogni amministrazione dovrebbe inoltre rendere pubblici i numeri: quanti alberi vengono piantati ogni anno, quanti vengono rimossi e, soprattutto, quanti riescono realmente a sopravvivere dopo la messa a dimora. Perché non basta annunciare centinaia di nuove piantumazioni se poi gli alberi vengono lasciati senza cure e muoiono nel giro di pochi mesi.
Servono quindi meno slogan, soprattutto nelle campagne elettorali, e più interventi verificabili. Maggiore manutenzione del territorio, più superfici permeabili, più parchi e soprattutto più alberi.
Ogni Comune dovrebbe dotarsi di un vero Piano del Verde, con finanziamenti dedicati, obiettivi annuali e risultati consultabili pubblicamente. Riusciremo ad eleggere un giorno una classe politica capace di far fronte a queste semplici e basilari istanze?
Giuseppe Gargano