Difterite a Palermo, controlli sui vaccini nelle scuole

Dopo la morte della bambina di quattro anni deceduta a Palermo per difterite e mai sottoposta alle vaccinazioni, si rafforzano i controlli sulla copertura vaccinale dei minori, a Palermo. Dal primo giorno di scuola i carabinieri effettueranno verifiche negli istituti dell’infanzia e nelle scuole primarie della zona nord della città.

L’iniziativa nasce da una disposizione definita «urgentissima» della procuratrice per i minorenni di Palermo con l’obiettivo di individuare eventuali situazioni di mancata vaccinazione e tutelare la salute dei bambini e della collettività.

Particolare attenzione sarà rivolta anche alle procedure utilizzate da alcune famiglie contrarie ai vaccini per rinviare gli adempimenti. Tra i sistemi segnalati c’è quello di presentare alla scuola la prenotazione di un appuntamento per la vaccinazione, senza però completare successivamente il percorso, per poi fissare una nuova data.

Una modalità che può consentire temporaneamente l’accesso alla scuola dell’infanzia, mentre con l’ingresso alla primaria le verifiche diventano più rigorose.

Anche il Comune di Palermo è pronto a intervenire sul fronte della prevenzione. Nei prossimi giorni l’amministrazione comunale dovrebbe rivolgersi al Provveditorato agli studi per avviare una collaborazione finalizzata a promuovere nelle scuole una campagna di informazione e sensibilizzazione sull’importanza delle vaccinazioni.

Quando il 15 settembre riprenderanno le lezioni in Sicilia, il sistema di verifica dovrebbe dunque essere già operativo. Il meccanismo parte dagli elenchi degli studenti presenti sul portale ministeriale Sidi: le scuole trasmettono i nominativi all’Asp di Palermo, che incrocia i dati con quelli contenuti nell’anagrafe vaccinale e comunica agli istituti le eventuali posizioni non regolari.

L’Azienda sanitaria dispone infatti delle informazioni sullo stato vaccinale dei bambini residenti nell’intera area metropolitana di Palermo. I controlli annunciati interesseranno inizialmente soprattutto gli istituti della zona nord della città, finita al centro dell’attenzione dopo il caso della bambina morta per difterite.