La Protezione civile regionale ha innalzato in serata il livello operativo alla fase di “Allarme” per l’attività dell’Etna. La decisione è legata al passaggio al livello F1 Etnas, che indica un’elevata probabilità di fontane di lava. Per ragioni di sicurezza è stata inoltre disposta l’interdizione dell’area sommitale del vulcano.
Le conseguenze dell’attività eruttiva, però, non riguardano soltanto il territorio immediatamente vicino all’Etna. A pesare in maniera sempre più evidente è soprattutto l’impatto sul traffico aereo e sull’intero comparto turistico siciliano.
La cenere vulcanica, che per otto giorni ha condizionato pesantemente l’operatività dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, avrebbe già coinvolto oltre 100 mila passeggeri in viaggio da e verso la Sicilia. Dopo giornate segnate da cancellazioni, riprogrammazioni e lunghe attese, con numerosi viaggiatori costretti a trascorrere la notte all’interno dell’aerostazione, lo scalo si è progressivamente svuotato. Le limitazioni ai collegamenti hanno scoraggiato anche chi aveva programmato una partenza nelle ore successive.
Gli effetti si stanno facendo sentire ben oltre l’emergenza immediata. Il timore di nuovi blocchi ha infatti provocato una raffica di rinunce e cancellazioni che interessa anche il periodo successivo a Ferragosto. A risentirne sono alcune delle principali destinazioni turistiche della Sicilia orientale, da Taormina a Siracusa, dove diverse strutture registrano camere rimaste libere.
Nel Siracusano alcuni operatori hanno scelto di ridurre i prezzi nel tentativo di intercettare almeno la domanda proveniente dal turismo regionale. Il quadro resta comunque difficile: alle disdette negli alberghi si aggiungono tavoli vuoti nei ristoranti, escursioni annullate, servizi turistici cancellati e guide rimaste senza clienti.
A rinunciare al viaggio non sono soltanto i turisti che non sono riusciti a raggiungere la Sicilia nei giorni più critici. Anche chi aveva programmato la partenza per le prossime settimane sta rivedendo i propri programmi, temendo nuove interruzioni dei voli legate all’evoluzione dell’attività eruttiva.
Particolarmente pesanti le ripercussioni per le circa 900 agenzie di viaggio presenti nell’Isola e per i tour operator, costretti in diversi casi a cancellare interi gruppi organizzati. Anche il mercato delle prenotazioni dell’ultimo minuto per Ferragosto ha subito una brusca frenata.
Alla perdita economica per il turismo si aggiungono inoltre i problemi di chi deve spostarsi per motivi indispensabili, comprese le persone che hanno necessità di raggiungere altre città per sottoporsi a cure o terapie mediche.
In questo scenario continua a svolgere un ruolo determinante l’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, chiamato ad assorbire una parte consistente del traffico deviato da Catania. Lo scalo di Punta Raisi ha sostenuto la pressione delle riprogrammazioni, arrivando complessivamente a gestire circa 350 voli trasferiti o riorganizzati a causa delle difficoltà operative di Fontanarossa