Ieri, domenica 7 giugno, la suggestiva cornice del
Cre.Zi Plus, nel cuore dei Cantieri Culturali della Zisa, ha ospitato la presentazione di
Eredità sottratta, il nuovo lavoro editoriale di
Filippo Pistoia.
L’incontro -tra i più vivi, affollati e partecipati del festival
Una marina di libri- ha confermato l’affetto e la stima che ormai legano i lettori a questo autore, amatissimo per la sua creatività, per la sua scrittura coinvolgente e, soprattutto, per quella sincerità letteraria che oggi rappresenta una dote tanto preziosa quanto rara.
Eredità sottratta è un romanzo che viaggia sul filo dell’azione e dell’ironia. La storia prende il via quando Giulio convoca Luisa a Marsiglia per mettere in atto una misteriosa vendetta. Da quel momento si muove una banda stravagante costituita da personaggi eccentrici, intenta a orchestrare un piano per recuperare, appunto, un’eredità sottratta.
Questo è il secondo romanzo dell’autore, che arriva dopo il successo dell’esordio con
Terra colta (2025). Entrambe le opere manifestano chiaramente le radici profonde di Pistoia, il suo viscerale attaccamento alla propria terra (Belmonte Mezzagno) e alle strade di Palermo (in particolare dei quartieri Zisa e Noce) in cui l’autore vive da più di trent’anni. Luoghi in cui si è formato e che, nel tempo, ha contribuito a trasformare grazie al suo impegno sociale, alla sua creatività e ai progetti di rigenerazione urbana a base comunitaria.
Chi si aspettava la classica presentazione letteraria -quella formula polverosa, celebrativa e “autoerotica” in cui l’autore parla davanti a una platea rispondendo a domande già concordate- è rimasto felicemente spiazzato. Al Cre.Zi Plus è andata in scena una formula inedita, un momento di puro spettacolo grazie alla presenza di due strepitosi interpreti del panorama teatrale e cinematografico italiano:
Filippo Luna e
Simona Malato. I due attori siciliani hanno dato voce ad alcuni passaggi del libro, rendendo la presentazione avvincente, ironica, appassionante e capace di catturare il pubblico dall’inizio alla fine.
A tessere le fila è stata la presenza di
Nino Amadore. Con il suo approccio ironico, familiare e affettuoso, il noto giornalista messinese ha saputo introdurre, insieme allo stesso Pistoia, lo sketch dei due attori, creando un’atmosfera che ha subito azzerato ogni distanza tra palco e pubblico.
Una serata straordinaria che celebra Filippo Pistoia non solo come brillante scrittore, ma come autentico punto di riferimento culturale per la città.
Vincenzo Tumminello