Venerdì 16 ottobre il centro sociale Ex Karcere, sito in via San Basilio 17, ospiterà la presentazione del libro "Il Poliedrico SID in B/N", scritto da Toti Clemente.
Il volume, già disponibile sui principali store online, è arricchito dalla prefazione del professor Diego Mantoan e dalla postfazione del curatore d'arte urbana Bruno Ialuna.
L'incontro, a cui interverranno lo street artist Antonio Curcio “B1” e il Principe Nizar, sarà l'occasione per esplorare l'universo artistico del pittore, graffitaro e scultore palermitano Sid, la cui ricerca, ispirazione e intuizione si legano inscindibilmente all'anima della sua città. 
L'imperfezione è, secondo lo scrivente, una delle chiavi di lettura più affascinanti dell’arte di Sid, un elemento che rispecchia, tra l’altro, l'essenza di Palermo, dove la “decadenza” dei vicoli del centro storico, le crepe dei muri e le facciate deteriorate rappresentano un impulso creativo costante.
L'imperfezione si rivela così per l’artista un terreno fertile che stimola l'intuizione e la creatività, una radura dinamica e aperta dove non c’è spazio per la rigidità di forme, idee e teorie precostituite.
Questa visione dell’imperfezione come luogo generativo richiama la riflessione di Theodor Adorno, contenuta nella sua Teoria estetica, sulla necessità dell'opera d'arte di non chiudersi in una falsa perfezione per restare viva, così come la filosofia di Gilles Deleuze, che individua nelle “crepe” le uniche aperture attraverso cui la libertà puo’ scardinare la rigidità di tutto ciò che si pretende determinato.
È proprio in questa dimensione di rottura, improvvisazione intuitiva e imperfezione che emerge l’autenticità della street art di Sid, una ricerca che si distanzia nettamente dalle grandi opere murali commissionate da fondazioni e enti facoltosi. La sua arte è denuncia senza filtri e compromessi economici, è strumento di comunicazione e provocazione, è risveglio di coscienze e spinta alla riflessione collettiva.
Vincenzo Tumminello