L’Etna torna a farsi sentire. La Protezione Civile ha disposto il passaggio del livello di allerta da verde a giallo, facendo scattare la fase di preallerta. Non si parla di emergenza per i centri abitati, ma di una condizione che richiede maggiore attenzione, soprattutto nelle zone alte del vulcano frequentate da escursionisti e turisti.
L’attività riguarda l’area sommitale, intorno ai 3 mila metri di quota, tra la Valle del Leone e l’alta Valle del Bove, dove si è aperta una modesta attività effusiva: in pratica, una colata lavica che scorre lentamente in superficie.
Da alcuni giorni gli strumenti dell’Ingv e del Cnr registrano anche un incremento del tremore vulcanico, cioè quella vibrazione continua del suolo legata ai movimenti del magma in profondità. È un segnale che gli esperti seguono con attenzione perché può indicare una possibile evoluzione dell’attività, anche verso fenomeni più intensi.
Per questo sono stati potenziati i controlli da parte della Protezione Civile nazionale e regionale. L’obiettivo è mantenere alta la sorveglianza, coordinare i comuni dell’area etnea e garantire condizioni di sicurezza per chi si trova in quota.