Riceviamo e pubblichiamo comunicato da parte di Cobas Codir.
“Nonostante la scrivente Direzione abbia tempestivamente attivato diverse procedure amministrative ed atti di interpello al fine di reperire idonee risorse umane a copertura delle carenze in organico, allo stato attuale le predette procedure non hanno consentito di colmare la grave carenza di personale addetto alla vigilanza. Nelle more dell’acquisizione dell’autorizzazione formale per l’assegnazione di numero due unità di personale indispensabili per assicurare in piena sicurezza i servizi di apertura e chiusura della struttura si comunica la momentanea sospensione delle aperture pomeridiane della Biblioteca”.
“Ecco cosa abbiamo letto in una nota a firma dell’attuale Direttore della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, inviata al Dirigente Generale del Dipartimento Beni Culturali e alla Servizi Ausiliari Sicilia, società in house providing della Regione Siciliana, che conferisce servizi al medesimo dipartimento regionale e non solo”. A dichiararlo sono Michele D’Amico e Simone Romano dirigenti sindacali del Cobas/Codir.
“La Biblioteca Centrale della Regione Siciliana - commentano i due sindacalisti - non è una biblioteca qualsiasi, al contrario, oltre ad essere una storica biblioteca, è una delle più grandi biblioteche del meridione d’Italia. Nasce nel complesso monumentale del Collegio Massimo dei Gesuiti e dalla chiesa barocca di Santa Maria della Grotta, per ordine di Ferdinando I Borbone, il 15 novembre 1782. Nel 1861 divenne Biblioteca Nazionale e con l’unità d’Italia ricevette i volumi delle soppresse corporazioni religiose siciliane, mentre dal 1878 riceve tutte le pubblicazioni stampate in provincia di Palermo. All’interno della Biblioteca Centrale sono custoditi manoscritti, opere a stampa del XV e XVI secolo, mentre la raccolta dell’emeroteca è una delle più importanti del meridione d’Italia. In essa sono custoditi più di un milione di volumi che riflettono l’identità e la storia della Sicilia, oltre a ben 345 documenti emanati da sovrani ed autorità ecclesiastiche a partire dal 1115 fino al 1770. Nel 1977 la Biblioteca Nazionale fu trasferita alla Regione Siciliana”.
“La Biblioteca Centrale della Regione Siciliana - proseguono i due sindacalisti - è luogo di consultazione e di studio per parecchie decine di migliaia di studenti, studiosi e professori universitari, che beneficiano dell’immenso patrimonio librario presente, oltre a essere meta di numerosissimi turisti che visitano il cortile del complesso monumentale, aperto liberamente al pubblico, senza considerare che, proprio sotto il cortile, vi è un rifugio antiaereo risalente alla seconda guerra mondiale, utilizzato come riparo dagli studenti del liceo Vittorio Emanuele i quali sfuggivano così ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Lo stesso segnalato nel 2019 dal Cobas Codir al vertice assessoriale e dirigenziale, in una delle giornate di Primavera organizzate dal FAI ha riportato, in un solo giorno, ben 2.500 visitatori, piazzandosi al primo posto tra tutti i siti visitati in quella giornata”.
“Che il Direttore della Biblioteca abbia fatto tutto quello che era in suo potere fare - concludono D’Amico e Romano - ci consta leggendo la documentazione in nostro possesso. Non meno il personale in servizio presso la storica Biblioteca, il quale si è prodigato in tutti i modi possibili per tenerla aperta anche di pomeriggio. Il Direttore della Biblioteca Centrale ha informato della sopravvenuta criticità, non solo il Dirigente Generale del Dipartimento Beni Culturali, in tempi non sospetti, ma anche il vertice della Società Servizi Ausiliari Sicilia (SAS), al fine di potere autorizzare il personale societario, resosi disponibile per l’apertura pomeridiana. Il vertice societario non ha potuto, tuttavia ad oggi, soddisfare la richiesta perchè attende di firmare il rinnovo del contratto di servizio, scaduto il 31 dicembre 2025, proprio con il Dirigente Generale del Dipartimento Beni Culturali. Vogliamo sperare che dopo questo nostro appello, si possa sbloccare - in concomitanza dell’inizio dell’anno accademico - la situazione e che presto la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana possa rendersi accessibile, per le decine di migliaia di studenti, studiosi e professori universitari, anche di pomeriggio”.
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