La protesta al porto di Palermo: il silenzio dei giornalisti lascia la piazza in mano al trash dei social

Nella serata di ieri, 21 ottobre, a partire dalle ore 21:30, centinaia di cittadini appartenenti a ogni estrazione sociale si sono dati appuntamento al porto per far sentire la propria voce. 

Una mobilitazione spontanea, nata per sostenere la protesta degli autotrasportatori e per denunciare con forza una crisi economica e sociale diventata ormai insostenibile.

La manifestazione si è sviluppata attraverso blocchi temporanei del traffico lungo le due arterie principali della zona (la corsia di marcia in direzione Foro Italico e quella che conduce verso il Mercato Ortofrutticolo).

Nonostante la partecipazione numerosa e l’importanza dei temi portati in piazza, si registra ancora una volta un penoso silenzio da parte dei mass media nazionali. Nessuna apertura nei telegiornali, scarsissima attenzione sui grandi quotidiani.

Questo vuoto informativo genera un problema enorme. Quando il giornalismo autentico ignora la piazza, la narrazione si sposta principalmente sui social, con tristi conseguenze per la dignità della protesta. La notizia passa, infatti, attraverso i TikToker, influencer e improvvisati "cavalcatori del malessere". La protesta viene raccontata, allora, attraverso video urlati e contenuti trash in cui si grida senza dire nulla.

Il rischio concreto è quello di ridicolizzare le ragioni dei manifestanti, svuotare di significato un disagio sociale che è invece drammaticamente reale.

È tempo che l'informazione accenda i riflettori sui problemi reali e restituisca voce a chi, con dignità e in maniera pacifica, sta chiedendo aiuto. 

Vincenzo Tumminello