Seduta saltata a Palazzo delle Aquile nel giorno in cui il sindaco Roberto Lagalla avrebbe dovuto presentare al Consiglio comunale il bilancio politico dell’ultimo anno di amministrazione. La riunione non è neppure cominciata: in Aula erano presenti soltanto 19 consiglieri della maggioranza, un numero insufficiente per garantire il quorum necessario all’apertura dei lavori.
Un’assenza che assume un peso politico particolare, considerando l’importanza dell’appuntamento e la fase che precede la futura campagna elettorale. Al netto di tre assenze indicate come giustificate, diversi esponenti dei gruppi che sostengono il sindaco non si sono presentati. Le opposizioni, constatata la mancanza dei numeri nel centrodestra, hanno scelto a loro volta di non entrare in Aula, evitando così di contribuire al raggiungimento del numero legale.
Lagalla, arrivato con la documentazione preparata per illustrare lo stato di attuazione del programma amministrativo, ha quindi lasciato Palazzo delle Aquile senza poter prendere la parola. Il sindaco è apparso visibilmente contrariato, così come il presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo. Tra i consiglieri di maggioranza presenti, il clima è stato descritto come particolarmente teso e l’accaduto è stato giudicato politicamente molto grave.
La vicenda ha immediatamente acceso lo scontro con le opposizioni, che interpretano quanto accaduto come il segnale di una profonda difficoltà interna alla coalizione che sostiene il primo cittadino.
Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Oso-Controcorrente, Progetto Civico Italia e alcuni esponenti del Gruppo Misto hanno chiesto apertamente le dimissioni del sindaco. Secondo i consiglieri di opposizione, il mancato raggiungimento del numero legale dimostrerebbe che Lagalla non dispone più di una maggioranza politicamente compatta.
Nel documento congiunto, le opposizioni sottolineano inoltre come la seduta avrebbe dovuto rappresentare un momento centrale di confronto sull’attività amministrativa e sull’attuazione del programma. Il fatto che sia saltata proprio per le assenze tra i gruppi di governo viene indicato come un segnale che non può essere ignorato.
«Sono stati i suoi stessi consiglieri e le sue stesse consigliere a staccare la spina», sostengono gli esponenti dell’opposizione, invitando Lagalla a prendere atto della situazione e a lasciare la guida della città.
Il mancato avvio della seduta apre adesso un nuovo fronte politico a Palazzo delle Aquile. Al di là della relazione rinviata, resta infatti da capire se le assenze siano state soltanto episodiche oppure rappresentino il segnale di tensioni più profonde all’interno della maggioranza che sostiene l’amministrazione Lagalla.