Prosegue la sequenza sismica tra Ustica e le Eolie, ma con intensità minore

Non si arrestano i movimenti tellurici al largo della Sicilia settentrionale. Dopo il terremoto di magnitudo 5.5 di venerdì, l'attività sismica continua, ma con una progressiva riduzione del numero e dell'intensità degli eventi registrati.

Rimane attiva l'area sismica del Tirreno meridionale interessata, negli ultimi giorni, da numerosi terremoti. Anche domenica 25 ottobre gli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) hanno rilevato nuove scosse nel tratto di mare compreso tra Ustica e l'arcipelago eoliano, dove la sequenza ha avuto inizio nella notte del 20 ottobre.

L'attività si concentra prevalentemente a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi, in una porzione del fondale marino caratterizzata dalla presenza di strutture tettoniche attive. Rispetto alle giornate precedenti, tuttavia, i dati mostrano una diminuzione della frequenza e della magnitudo degli eventi.

La scossa più intensa registrata domenica ha raggiunto magnitudo 3.4, alle 12.49, con un ipocentro localizzato a circa 19 chilometri di profondità. Nel corso del pomeriggio sono stati rilevati ulteriori movimenti di minore entità, tra cui un terremoto di magnitudo 2.6 alle 18.18.

Il fenomeno segue la fase di maggiore intensità osservata venerdì 23 ottobre, quando un terremoto di magnitudo momento 5.5, registrato alle 12.19, è stato distintamente avvertito in numerose località della Sicilia, comprese Palermo e Catania. Anche sabato 24 ottobre erano proseguite le scosse, con una magnitudo massima di 3.5.

La progressiva riduzione dell'attività registrata nelle ultime ore rappresenta un elemento significativo nell'evoluzione della sequenza, ma non consente di stabilire con certezza quando il fenomeno si esaurirà né di escludere ulteriori eventi di maggiore intensità.

Il monitoraggio dell'INGV prosegue attraverso la Rete sismica nazionale, che continua a rilevare e analizzare i movimenti della crosta terrestre in questo settore del Mediterraneo. L'attenzione resta concentrata sull'evoluzione dell'attività sismica e sulle caratteristiche delle faglie responsabili dei terremoti che hanno interessato il Tirreno durante la settimana.