La pagina Facebook "Palermo allo specchio" ha pubblicato un video che documenta lo stato di degrado in cui versa l'area circostante la casa natale di Ciccio Ingrassia, situata in via San Gregorio, nel cuore dello storico quartiere del Capo.

Nel video diffuso si notano sacchetti di spazzatura abbandonati a ridosso del portone della casa, una situazione che mostra un contrasto insopportabile tra l’incuria del sito e l’importanza dell’artista per la storia culturale della città. Per comprendere lo sdegno davanti a queste immagini, basta riflettere sul significato profondo che la figura di Ciccio Ingrassia, indissolubilmente legata a quella di Franco Franchi, riveste per l'identità palermitana. Entrambi nati e cresciuti in contesti di estrema povertà nei vicoli di Palermo, dove iniziarono esibendosi come “posteggiati”, Franco e Ciccio hanno rappresentato il riscatto sociale degli ultimi. Il loro successo nazionale ha dimostrato che il talento nato nei quartieri più disagiati poteva imporsi ai vertici dell'industria culturale italiana, trasformandosi in un potente simbolo di emancipazione per intere generazioni di palermitani. Il duo ha nobilitato la cultura popolare portandola sul grande schermo, un'operazione celebrata da intellettuali e registi d'autore: Pier Paolo Pasolini li diresse in "Che cosa sono le nuvole?", mentre Federico Fellini, che scelse Ingrassia per il ruolo di Teo in "Amarcord", riconobbe nella loro comicità una radice tragica e profondamente umana. Nonostante il trasferimento a Roma e il successo internazionale, il legame con la città d'origine è rimasto indissolubile.
La casa natale di Ingrassia rappresenta un punto di interesse storico-culturale per il quartiere del Capo e per la città intera. La richiesta dei palermitani “autentici” non si limita, dunque, a una bonifica dei rifiuti da parte della Rap, ma alla valorizzazione e tutela permanente del luogo.
Vincenzo Tumminello
Articolo pubblicato su https://quattrocanti.it/rifiuti-davanti-alla-casa-di-ciccio-ingrassia-indignazione-al-capo-quel-luogo-va-tutelato