Rosa Balistreri, memoria viva. Il saggio di Felice Liotti

Rosa Balistreri incarna l’essenza più profonda e contraddittoria della Sicilia, una figura immortale che ha saputo fare della propria vita un’arma di riscatto e di denuncia sociale. A restituirci la potenza e la verità di questa straordinaria artista è oggi un saggio firmato da Felice Liotti: “La mia Rosa. Rosa Balistreri memoria viva”. Un’opera che raccoglie cinquant’anni di appassionata ricerca che offre al lettore testimonianze inedite, documenti storici, registrazioni d’archivio e preziosi scatti fotografici. L’autore, pittore e fotografo, ha seguito l’artista passo dopo passo: dalle prime esibizioni al leggendario Folkstudio di Roma fino alla sua scomparsa, avvenuta all’età di 63 anni. In un centinaio di pagine, Liotti esplora i risvolti meno noti di un’esistenza complessa e tormentata, un’esistenza che si è mossa tra marginalità e riscatto. Quella di Rosa è stata, infatti, una vita segnata fin dal principio da una povertà estrema, da violenze e da una profonda emarginazione sociale. Tuttavia, il destino non è riuscito a spezzare il suo spirito, grazie a una voce strepitosa, la cantautrice licatese è riuscita a trasformare il proprio vissuto in un canto di assoluta libertà e denuncia politica. La forza del suo canto ha superato i confini dell’isola ed è stata capace di catturare l’interesse di personalità prestigiose. Tra queste, il regista tedesco Wim Wenders, che volle arricchire la colonna sonora del suo film “Palermo Shooting” con il brano "Quannu moru". A completare la ricchezza del saggio vi è una sezione iconografica con immagini inedite. Tra queste spicca un bellissimo e storico scatto di Bottero, che immortala Dario Fo in un momento di assoluto incanto di fronte alla travolgente potenza espressiva e canora di Rosa Balistreri. Vincenzo Tumminello