Fabrizio Miccoli è sicuramente l’interprete più incisivo e carismatico della storia recente del Palermo calcio.
Durante gli anni trascorsi in rosanero, l'attaccante salentino ha collezionato 179 presenze e 81 reti complessive in tutte le competizioni, di cui 74 nel massimo campionato. Cifre che lo collocano al vertice della classifica dei marcatori di tutti i tempi della società.
Le sue prestazioni hanno contribuito in modo determinante a guidare la squadra verso traguardi storici, dalle qualificazioni alle coppe europee fino alla finale di Coppa Italia nel 2011. Tra i momenti più significativi della sua permanenza rimangono indelebili i risultati ottenuti contro avversari che si ritenevano invincibili: Inter, Juventus e Milan. Indimenticabili ovviamente anche le reti (e le vittorie) nel derby contro il Catania del 2008 con un potente tiro di punizione e del 2012 con un gol di destro al decimo minuto. Risultati e gioie che resteranno p
er sempre impresse nella memoria sportiva della tifoseria.
Oltre al rendimento sul terreno di gioco, il rapporto tra Miccoli e la città di Palermo si è consolidato negli anni anche attraverso una lunga serie di iniziative di rilevanza sociale che proseguono fino ad oggi.
L'appuntamento di sabato 26 settembre alle ore 20:45 allo Stadio Renzo Barbera con "The Last Match – Miccoli Legends Game" rappresenta il saluto ufficiale al calcio giocato ma mai alla nostra città. In campo si alterneranno ex compagni di squadra, volti noti dello spettacolo e protagonisti del calcio italiano, tra cui Filippo Inzaghi, che prenderà parte alla gara indossando la maglia numero nove.
L'evento riveste anche una spiccata valenza sociale in quanto il ricavato della manifestazione sarà devoluto alla Fondazione Falcone per sostenere progetti di promozione della legalità e dell'inclusione sul territorio.
La presenza di sabato sera sugli spalti costituisce un'occasione unica per manifestare l’affetto al calciatore che più di tutti ha arricchito la storia gloriosa del Palermo ma oltre al valore sportivo e benefico, la risposta del pubblico di sabato sera assume un significato civile e umano profondo: testimonia la maturità di una comunità capace di riconoscere il percorso di chi, di fronte agli errori commessi, ha saputo prenderne piena consapevolezza, affrontarne le conseguenze e intraprendere una reale rinascita. La risposta della città serve per riaffermare il valore del riscatto personale.
Gli errori commessi dal Romario del Salento sono tristemente noti ma, come disse il grande filosofo cinese Confucio, “Chi commette un errore e non lo corregge, commette un altro errore”. Non è questo il caso del nostro unico, eterno Capitano.
Vincenzo Tumminello