Il progetto nasce da un articolato lavoro di rete che ha coinvolto, oltre agli uffici comunali competenti, la Società Italiana di Psicologia Pediatrica, diversi assessorati comunali e l’ASP di Palermo, con l’obiettivo di costruire un modello di prevenzione fondato sull’ascolto, sulla relazione e sulla partecipazione attiva, coinvolgerà 16 Istituzioni scolastiche delle 8 circoscrizioni della città, distinte tra scuole del 1^ ciclo e del 2^.
"Questa iniziativa – dichiara il sindaco Roberto Lagalla - rappresenta una scelta politica e culturale molto chiara: investire sui nostri adolescenti significa investire sul futuro della città. La prevenzione non può limitarsi a campagne informative o a messaggi di allarme. Occorre costruire contesti educativi nei quali i ragazzi possano sentirsi ascoltati, riconosciuti e accompagnati nella crescita. Con questo progetto Palermo afferma una responsabilità collettiva: prenderci cura delle nuove generazioni e offrire loro strumenti per affrontare le fragilità del presente con consapevolezza e fiducia".
Il progetto è stato finanziato dal Comune con risorse destinate alla promozione della legalità e si colloca nell’ambito delle politiche pubbliche volte a prevenire fenomeni di marginalità, devianza e disagio giovanile, attraverso il coinvolgimento attivo della scuola, delle famiglie e dei servizi territoriali.
"Abbiamo voluto promuovere – afferma l’Assessore comunale all’Istruzione, Aristide Tamajo – un progetto che sperimenta un nuovo modo di pensare la prevenzione. Il fenomeno delle dipendenze oggi non riguarda soltanto le
sostanze, ma spesso nasce da un disagio relazionale e da un senso di solitudine che molti ragazzi sperimentano. Per questo abbiamo scelto di valorizzare la relazione tra pari: saranno gli studenti delle classi quarte degli istituti superiori, adeguatamente formati, a svolgere il ruolo di peer educator, diventando interlocutori privilegiati per i ragazzi più giovani delle prime classi. Il progetto ha già preso avvio con la formazione dei peer. La prossima settimana inizieranno le attività in classe, preceduto da un incontro con i genitori".
"La città – conclude il sindaco – deve saper essere comunità educante. Questo progetto dimostra che istituzioni, scuola, sanità e realtà sociali possono lavorare insieme per offrire ai nostri ragazzi non solo protezione, ma opportunità di crescita e di partecipazione".
L’Amministrazione comunale rivolge infine un ringraziamento alla prof.ssa Giovanna Perricone, coordinatore scientifico del progetto, attuale Garante Regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’IC Scelsa, scuola capofila con compiti di coordinamento amministrativo-finanziario, alla Società Italiana di Psicologia Pediatrica, all’ASP di Palermo, agli assessorati coinvolti e, soprattutto, alle scuole, ai docenti e agli studenti che contribuiranno a dare concreta attuazione al progetto.
Fonte: Ufficio Stampa Comune di Palermo