Scuola, freno all’uso del registro elettronico la sera. Valditara impone il ritorno al diario e lo stop al “super carico di compiti pomeridiani”

Un limite chiaro ed effettivo all'invasione digitale della sfera familiare: è questo l'obiettivo del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, pronto a varare una nuova direttiva per mettere fine all'infelice abitudine di caricare compiti sul registro elettronico in tarda serata per il giorno seguente.

Il ministro intende stringere le maglie rispetto all'anno passato, stabilendo una regola chiara: i compiti a casa vanno assegnati in classe e devono essere annotati direttamente sul diario di carta. Valditara ha ribadito come le disposizioni ministeriali vadano applicate con rigore, richiamando inoltre i docenti a una pianificazione più equilibrata delle valutazioni, evitando di accumulare verifiche scritte e interrogazioni nella medesima giornata a scapito della serenità e della qualità dell'apprendimento degli studenti.

L'iniziativa ministeriale sembra raccogliere le sollecitazioni proposte dal filone pedagogico che da tempo sostiene la necessità di superare l'eccessivo carico domestico per valorizzare il metodo personale di studio e l'autonomia dei ragazzi.

Molteplici ricerche pedagogiche, infatti, evidenziano come l'eccesso di compiti domestici non produca necessariamente un incremento dei risultati scolastici, finendo invece per generare stress, saturazione cognitiva e soprattutto disuguaglianze sociali tra gli studenti che possono contare su un supporto familiare e coloro che ne sono privi. 

Del resto, lo spazio domestico e il tempo libero dei ragazzi non possono diventare un prolungamento del controllo scolastico. Ce l’ha insegnato Ivan Illich quando nel suo celebre saggio Descolarizzare la società (del 1971) evidenziava i rischi di un'istituzionalizzazione invadente della vita dei giovani e constatava che “in tutto il mondo la scuola esercita sulla società un effetto antieducativo quando la si considera la sola istituzione specializzata nell'istruzione”. Eppure..cosa c’è di più distante di Illich e Valditara? 

Vincenzo Tumminello