Via D’Amelio ricorda Borsellino: silenzio, applausi e cori contro mafia e passerelle politiche
20/07/2026
Trentaquattro anni dopo la strage, via D’Amelio torna a riempirsi nel nome di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta uccisi il 19 luglio 1992. Fin dal primo pomeriggio, numerosi giovani provenienti da Palermo e da altre località siciliane si sono raccolti attorno all’ulivo diventato simbolo della memoria.
Tra i presenti molti studenti delle scuole e dell’università, che hanno scandito slogan contro la presenza della politica alle commemorazioni: «Basta passerelle».
Alle 16.58, l’ora dell’esplosione, la piazza si è fermata per il tradizionale minuto di silenzio. Subito dopo sono partiti gli applausi e il grido «Fuori la mafia dallo Stato», rivolto verso il palco allestito nel luogo dell’attentato.
Durante la cerimonia ha preso la parola Salvatore Borsellino, fratello del magistrato. Nel suo intervento ha ribadito il carattere civile e antifascista della manifestazione, pronunciando un messaggio netto: «Da anni impedisco ai politici e ai fascisti di venire come tali in questa via ».
In via D’Amelio erano presenti, tra gli altri, oltre al fratello del magistrato, Salvatore Borsellino, Giovanni Impastato, fratello di Peppino e coordinatore delle attività di casa memoria, l'europarlamentare ed ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il leader del M5S Giuseppe Conte, Roberto Scarpinato senatore del M5S e Federico Cafiero De Raho, deputato del M5S, i magistrati Nino Di Matteo e Gaetano Paci.
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