Nuovi segnali di attività interessano i vulcani siciliani. Dalle prime ore della mattina, sullo Stromboli, è in corso una tracimazione lavica proveniente dall’area craterica Nord. Il fenomeno, iniziato intorno alle 7, ha alimentato un flusso di modesta entità che al momento resta confinato nella parte superiore della Sciara del Fuoco.
A rilevarlo sono stati gli strumenti dell’Osservatorio etneo di Catania dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che continuano a seguire l’evoluzione dell’attività vulcanica.
Nel frattempo, dai settori craterici Nord e Centro-Sud prosegue la consueta attività esplosiva stromboliana. Nell’area settentrionale si registra inoltre un’attività caratterizzata dal lancio discontinuo di brandelli di lava, con intensità non costante.
Sul fronte sismico non vengono segnalate variazioni rilevanti: l’ampiezza media del tremore vulcanico rimane infatti all’interno della fascia dei valori medi.
Movimenti anche sull’Etna, dove alle 2.51 della notte è stato rilevato un evento esplosivo improvviso in corrispondenza del cratere Voragine.
All’esplosione è seguita una debole attività stromboliana, accompagnata da una limitata emissione di cenere vulcanica. La nube viene dispersa dai venti verso Est-Sud-Est.
Anche in questo caso, i parametri sismici non evidenziano particolari anomalie. Il tremore vulcanico continua a oscillare su livelli medi, mentre il centro delle sorgenti viene localizzato nell’area del cratere di Nord-Est, a un’altitudine di circa 1.600 metri sul livello del mare.