A Palermo al Rouge et Noir il sogno anarchico del ‘36

In occasione del novantesimo anniversario dallo scoppio della rivoluzione sociale e della guerra civile spagnola (1936-1939), il Cinema Rouge et Noir di Palermo propone una straordinaria rassegna cinematografica per rievocare i giorni in cui il popolo tentò di edificare una società nuova, fondata sulla libertà e sull’uguaglianza. Tre appuntamenti imperdibili sul grande schermo per rivivere l’impresa eroica libertaria e riflettere sulle sue ferite storiche: si comincia lunedì 29 giugno con Terra e Libertà di Ken Loach, il capolavoro che racconta le speranze e i tragici tradimenti subiti dalle milizie del POUM e della CNT; si prosegue mercoledì 8 luglio con Libertarias di Vicente Aranda, incentrato sul ruolo rivoluzionario delle donne dell’organizzazione Mujeres Libres in prima linea; infine, giovedì 16 luglio, la rassegna si chiuderà con la proiezione di A cena con il dittatore, profonda riflessione sulle derive del franchismo e sulla complessa memoria storica della transizione spagnola. La rivoluzione sociale non fu un sogno fugace di idealisti, ma “un’azione concreta” capace di tradursi in una radicale trasformazione sociale ed economica le cui basi teoriche rimangono ancora oggi un solido punto di riferimento. L’esperienza libertaria del ‘36 ha lasciato, infatti, una traccia indelebile, una “fiamma” che ha alimentato i sogni di intere generazioni anarchiche. Quella spagnola fu una rivoluzione animata da uno spirito di solidarietà e di riscatto proletario che vide migliaia di individui autorganizzarsi, imbracciare le armi per bloccare il fascismo e espropriare la proprietà privata per dare vita alla collettivizzazione delle terre e delle industrie. La rassegna al Cinema Rouge et Noir di Palermo rappresenta, dunque, un’importante opportunità per strappare all'oblio questa straordinaria pagina di storia, per riscoprire l’attualità di un progetto in cui la libertà individuale e la giustizia sociale non erano concetti contrapposti, ma due facce della stessa concreta realtà. Vincenzo Tumminello