Con il romanzo “La bomba” lo scrittore Fulvio Abbate firma una storia amara e divertente che mescola il genere giallo con la satira, l’arma di espressione e conoscenza più libera e potente.
Nato a Palermo nel 1956 e residente a Roma, Abbate, anche in questo ultimo lavoro letterario, usa la sua geniale creatività per raccontare le contraddizioni dell'Italia di oggi.
La vicenda parte da un fatto di cronaca: un ordigno esplode sotto casa di Teodorico Bardi, famoso e rigoroso giornalista televisivo che si occupa di inchieste e politica. L'evento scatena subito l'attenzione dei giornali e le solite, patetiche, manifestazioni di solidarietà. La vicenda diventa ancora più strana e intrigante quando i sospetti cadono su Warner Landi, un ex faccendiere e ristoratore dal passato ambiguo legato al giornalista da un'amicizia sincera. Com'è possibile che un amico provi a mettere una bomba sotto casa tua? A cercare la verità è Gaspare Panunzio, un poliziotto in pensione che ha aperto una piccola agenzia investigativa. Panunzio è un uomo comune con i suoi difetti, continuamente richiamato dalla moglie Enza per sbrigare faccende di casa. Attorno a loro si muovono molti altri personaggi unici e stravaganti: da un santone a cui ci si affida per avere fortuna fino alle persone che cercano notorietà sui social.
Con quest'opera Abbate riprende e sviluppa un tema a lui molto caro, già al centro del "Lo Stemma”, altro suo celebre e avvincente romanzo: la satira contro le vanità e le ipocrisie delle “élite”. Se ne Lo Stemma l'autore metteva in ridicolo la superficialità della nobiltà e della borghesia palermitana, ne La bomba lo sguardo si sposta sulla borghesia mediatico-politica della Capitale. In entrambi i libri la denuncia riguarda la presunta superiorità morale e sociale dei protagonisti che crolla, come un castello di sabbia, non appena la vita reale, con i suoi interessi e i suoi personaggi più ambigui, viene a bussare alla porta.
In definitiva, Abbate usa il giallo come pretesto per raccontare come le persone cerchino a tutti i costi di sembrare migliori di quello che sono, dimostrando che la reputazione, il potere e persino l'amicizia finiscono spesso per cedere il passo alla finzione e all'opportunismo.
Lo scrivente ha avuto modo di chiedere all’autore che senso abbia continuare a scrivere e a pubblicare (anche per uno scrittore libero e indipendente come Abbate) visto il panorama letterario italiano attuale, dominato dai grandi gruppi editoriali, dalle logiche commerciali dei festival e dai gusti pilotati.
La Sua risposta è stata la seguente:
“Posso rispondere che ho scritto "La bomba" come un grande istante di piacere personale, quasi come fanno i bambini quando costruiscono un plastico ferroviario o di un fortino, poi sono felice di avere creato un mio marchio indipendente, al di là che abbia un editore come La nave di Teseo, chiamandolo con il nome di mio zio Franco, Capitano Sicuro editore. Le piattaforme, come nel caso di Amazon, danno questa opportunità, poi si tratta di affrontare il mare aperto dell'attenzione altrui rispetto a ciò che mette al mondo della scrittura. I gusti sono pilotati, tutto vero, ma esiste anche la volontà individuale e, perché no, il narcisismo, che ritengo sia un dovere d'ogni scrittore. Insieme al piacere per la rivolta, per una propria "estate invincibile", direbbe Albert Camus.
Vincenzo Tumminello