Ancora tensione al mercato ortofrutticolo di Palermo: la guerra tra le vittime del caro vita

​La tensione ha superato il livello di guardia. Per la seconda notte consecutiva, il mercato ortofrutticolo di Palermo è rimasto un piazzale semideserto per le merci in entrata, paralizzato dal blocco degli autotrasportatori in protesta contro il caro carburante e l'aumento insostenibile dei costi di gestione. Ma con il passare del tempo la rabbia è esplosa, sfociando in accesi scontri tra i lavoratori interni della struttura (spaventati dalla perdita di lavoro e dall'impossibilità di commercializzare i prodotti) e i camionisti decisi a non cedere.

​La situazione è diventata talmente critica da rendere indispensabile l'intervento delle forze dell'ordine e della Digos per evitare conseguenze ancora più gravi.

​Quel che si sta consumando ai cancelli del mercato ortofrutticolo di Palermo ha ormai i contorni drammatici di una vera e propria guerra tra le vittime della crisi economica. Da un lato ci sono i camionisti, strozzati dai prezzi del gasolio e dalle spese vive,  dall'altro i lavoratori del mercato ortofrutticolo impauriti dal rischio di veder marcire la merce senza poterla vendere. Entrambe le categorie sono, nei fatti, oppresse da politiche economiche inefficaci e da un caro vita che non concede tregua.

​Il clima di esasperazione stride fortemente con il messaggio giunto dalle istituzioni centrali. Solamente poche settimane fa, il 23 settembre 2026, dal palco della Festa de Il Tempo a Roma, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aveva affermato: “A breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell'energia, né quello per le imprese, né il costo per le famiglie. Quindi, o ti rassegni o ti attrezzi…” ​Di fronte a un quadro economico così critico, l'invito a “rassegnarsi o attrezzarsi” appare quantomeno inadeguato.

È urgente che il Governo dia un segno concreto perché la tensione sta travolgendo  l'intera comunità.

Vincenzo Tumminello