Scuole palermitane in rivolta: continuano i presidi e le mobilitazioni

A Palermo da una settimana ormai monta la protesta studentesca con presidi organizzati, confronti, dibattiti, e cancelli bloccati. Una mobilitazione ad ampio raggio che non accoglie solo il malcontento legato al mondo dell’istruzione ma anche al caro carburante e alla crisi economica.

Tra la giornata di ieri e la mattinata di oggi, 20 ottobre, l'onda dei presidi ha paralizzato la normale attività didattica in numerosi plessi: dal Finocchiaro Aprile al Majorana, dal Pio La Torre al Meli, passando per il Volta, il Medi e l'Istituto Tecnico Vittorio Emanuele III. Nonostante la forte tensione e il blocco degli accessi nelle aule, al momento nessuno degli istituti risulta occupato, ma la mobilitazione rimane costante.

I passaggi più concitati della mattinata si sono registrati all'Istituto Tecnico Vittorio Emanuele III, dove centinaia di ragazzi sono rimasti all'esterno in segno di dissenso. La protesta ha toccato toni accesi su entrambi i fronti del plesso: davanti all'ingresso principale di via Duca della Verdura si sono uditi forti scoppi di petardi, mentre dal varco secondario di via Laurana sono stati lanciati rotoli di carta igienica, uova e bottiglie di acqua all'interno del cortile della struttura scolastica.

A innescare le accese proteste degli studenti palermitani, così come quelli di tutta Italia, c'è anche il recente Decreto Scuola n. 170 del 30 settembre 2026.  I ragazzi contestano duramente le nuove disposizioni sulle regole scolastiche e sull'integrazione degli alunni stranieri, in particolare la misura che introduce, a partire dall'anno scolastico 2027/2028, un tetto massimo del 30% di studenti stranieri (o con scarsa padronanza della lingua italiana) nelle classi prime delle scuole primarie e secondarie.

Ma la contestazione va oltre le mura delle aule. Gli studenti hanno voluto esprimere solidarietà a camionisti, agricoltori e pescatori. Categorie che, nel Mezzogiorno, stanno conducendo battaglie cruciali nella quasi totale indifferenza dei mezzi di informazione focalizzati nel raccontare le violenze perpetrate, durante le recenti manifestazioni nelle città del Nord, da delinquenti repressi e disadattati che danneggiano innanzitutto chi, oppresso dalla crisi economica, ha il reale bisogno di manifestare e di essere aiutato da provvedimenti governativi responsabili.

I presidi e i cortei studenteschi di queste ore rappresentano soltanto una tappa di un percorso condiviso. Tutte le azioni negli istituti palermitani sono, infatti, tese a lanciare il grande appuntamento di venerdì 23 ottobre a Piazza Verdi: un unico, imponente corteo cittadino che vedrà convergere e sfilare insieme gli studenti di tutta Palermo per rivendicare risposte concrete sul futuro della scuola e del territorio. 

Dovrà essere un corteo sereno, allegro e pacifico, perché solo in questo modo ogni rivendicazione sarà autentica e solo così tutti saranno costretti a parlare delle cause del malessere e non di violenze o scontri inutili, stupidi e pretestuosi.

Come ha insegnato Mahatma Gandhi “il sentiero della nonviolenza richiede molto più coraggio di quello della violenza.”